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Nucleare, Realacci (Pd): "Caldoro imbarazzante, al referendum i campani votino sì"


Nucleare, Realacci (Pd): 'Caldoro imbarazzante, al referendum i campani votino sì'
10/06/2011, 13:06

"La Campania e’ l’unica regione d’Italia in cui governa un presidente di centrodestra che non ha ritirato la sua disponibilita’ a costruire centrali nucleari nel proprio territorio. Infatti, se inizialmente Stefano Caldoro era in “buona compagnia” perche’ a condividere la sua posizione era Roberto Cota, ora che anche il governatore del Piemonte ha fatto marcia indietro dichiarandosi indisponibile ad accogliere nella propria regione i reattori, a fare la guardia al bidone è rimasto solo Caldoro. Francamente, la sua posizione e' imbarazzante". Lo scrive sul sito della Fondazione SUDD Ermete Realacci, esponente del Partito Democratico e presidente onorario di Legambiente.




"Proprio per questa ragione - prosegue Realacci su fondazionesudd.it - i campani piu’ degli altri devono andare a votare “si’” ai quattro referendum di domenica e lunedi’. La loro regione ha gia’ dato. Bisogna ricordare, infatti, che in Campania esiste ancora una vecchia centrale da smantellare. E’ quella del Garigliano. Ed e' proprio questo il “debito dell’atomo” di cui solo adesso sembra essersi accorto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. I campani, invece, ne sono gia’ consapevoli da tempo visto che nella loro regione esiste una centrale nucleare mai smantellata e che per questo, come tutti gli italiani, ogni anno si ritrovano nella bolletta costi aggiuntivi destinati allo smaltimento delle vecchie scorie. Si tratta di circa 300 milioni di euro all’anno. E se si pensa che una centrale di nuova generazione e’ pari a tutt’e quattro le vecchie centrali italiane si capisce perche’ la scelta del nucleare e’ sbagliata, oltre che dal punto di vista della sicurezza, anche da quello economico".




"Il risultato delle ultime elezioni amministrative, in Italia e soprattutto a Napoli, ha dimostrato - conclude Realacci - che gli italiani hanno voglia di cambiare rotta. Ora, con il voto di domenica e lunedi’, potranno anche dimostrare che il paese in cui vogliono vivere non e’ un paese che guarda indietro ma un’Italia che non ha paura di accettare le sfide, energetiche e tecnologiche, del futuro"


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di Redazione
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