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Nuovo affondo di Fini: "Basta con le veline in politica"


Nuovo affondo di Fini: 'Basta con le veline in politica'
27/04/2009, 13:04

Chiunque segue la politica, non ha potuto fare a meno di notare come Gianfranco Fini, da quando è stato nominato Presidente della Camera, non perda occasione per smarcarsi dalle iniziative del Preidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma finora si era discusso su scelte minori. Questa volta, invece, Fini mira al centro del potere mediatico berlusconiano. A parlare non è lui direttamente, ma un articolo edito sul magazine della fondazione "Farefuturo", che è animata dal Presidente della Camera, a firma Sofia Ventura. "Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse", dice l'articolo, che si riferisce, con chiara evidenza, alle "forze nuove" che Berlusconi intende mandare in Europa. Infatti, ben nascoste sul fondo delle liste dei candidati per le Europee, dietro una lunga sfilza di ineleggibili (lo stesso Berlusconi, i Ministri e così via) ci sono nomi come Barbara Matera, già "letteronza"; Angela Sozio, ex del Grande Fratello; Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo; Eleonora Gaggioli, direttamente dai set di Don Matteo ed Elisa di Rivombrosa. Ragazze che non hanno curriculum di qualche spessore in nessun campo. L'articolo continua: "Qui assistiamo ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall'altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima".
Se non è una coltellata al cuore della psudopolitica berlusconiana questa, non so quale possa essere

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di Antonio Rispoli
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