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Ok al Milleproroghe. Ma poi arriva la lettera di Napolitano

Nuovo monito del Colle: stop agli emendamenti “fuori tema”

Il Capo dello Stato bacchetta alcune prassi parlamentari

Nuovo monito del Colle: stop agli emendamenti “fuori tema”
24/02/2012, 09:02

ROMA – L’inquilino del Colle richiama nuovamente il Parlamento per l’uso spudorato di alcune prassi parlamentari. Dopo la condanna all’uso eccessivo del voto di fiducia, il nuovo monito del presidente della Repubblica questa volta riguarda l’uso eccessivo degli emendamenti ai decreti legge. Il monito arriva dopo l’ok definitivo dato dalla Camera al Milleproroghe: con una lettera inviata ad entrambi i presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio, Giorgio Napolitano critica pesantemente alcuni emendamenti giudicati “estranei” alla materia. In altre parole se la prende con la prassi di introdurre emendamenti “fuori tema” rispetto all’oggetto iniziale in discussione e che non hanno effettivi requisiti di urgenza. Il richiamo prende spunto dal Milleproroghe, ma riguarda un quadro di lavoro generale.
Non è la prima volta che il presidente Napolitano bacchetta le Camere per la prassi adottata: proprio in materia di Milleproroghe era già intervenuto sul decreto precedente, quello del 22 febbraio dello scorso anno. In quella occasione aveva rimarcato i paletti che devono essere rispettati dai dl “Milleproroghe”: primo tra tutti quello di “obbedire a una ratio unitaria”. Allo stesso modo di un anno fa, nella sua lettera alle Camere, Giorgio Napolitano sottolinea “la necessità di limitare gli emendamenti ammissibili, in sede di conversione dei decreti-legge”: il riferimento va agli emendamenti ammessi e approvati che hanno introdotto disposizioni “in nessun modo ricollegabili – ha sentenziato l’inquilino del Colle - alle specifiche proroghe contenute nel decreto stesso”. L’invito che Napolitano rivolge ai presidenti dei due rami del Parlamento, ai capigruppo, ai presidenti delle commissioni e al premier, dunque, è che nella valutazione dell’ammissibilità degli emendamenti ci si attenga “in spirito di leale collaborazione istituzionale a criteri di stretta attinenza allo specifico oggetto degli stessi e alle relative finalità”.

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di Antonio Formisano
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