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Nuovo PCI: "La vittoria dei quattro referendum"


Nuovo PCI: 'La vittoria dei quattro referendum'
14/06/2011, 12:06

"La vittoria dei quattro referendum contro i vertici della Repubblica Pontificia rafforza le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari e indica che bisogna proseguire sulla strada della costituzione del Governo di Blocco Popolare!  Dobbiamo usare la vittoria strappata in una lotta per lanciare una lotta di livello superiore! Il metodo della vittoria è il metodo degli operai Fincantieri e dei resistenti anti-TAV della Val di Susa, non il metodo della ex-Bertone che i vertici della FIOM hanno imposto agli operai con la propria defezione dalla lotta che avevano lanciato appoggiando la resistenza degli operai di Pomigliano e di Mirafiori!



Di lotta in lotta verifichiamo se i dirigenti sono capaci di restare alla testa delle mobilitazione popolare e se meritano la fiducia delle OO e OP: formiamo, rafforziamo e selezioniamo i più generosi e capaci!



L’esito trionfale dei quattro referendum conferma che una parte importante delle masse popolari del nostro paese è pronta a mobilitarsi da subito se un centro autorevole chiama le masse popolari alla lotta su obiettivi di reale interesse per le masse popolari, contro i vertici della Repubblica Pontificia.

È la stessa lezione che dato la campagna delle Elezioni Amministrative di maggio con il loro esito in particolare a Napoli e a Milano.

È la stessa lezione che ha dato il movimento che gli operai della FIAT di Pomigliano d’Arco con la loro resistenza (referendum 22 giugno 2010) hanno messo in moto, grazie all’appoggio della FIOM e di sindacati alternativi e di base (USB, Confederazione COBAS, Slai Cobas, ecc.).

Se ognuna di queste mobilitazioni si esaurisce, anziché trapassare a lotte di livello superiore, coinvolgere su più larga scala le masse popolari e darsi obiettivi superiori contro i vertici della Repubblica Pontificia e per la rinascita del nostro paese, è principalmente per la debolezza, i cedimenti e la vigliaccheria dei centri che le avevano promosse, per la loro mancanza di coraggio per cui non osano andare più avanti, hanno paura di sfidare i vertici della Repubblica Pontificia. Questo è già particolarmente evidente nel percorso seguito dal movimento messo in moto dagli operai di Pomigliano d’Arco, a cui erano seguito le manifestazioni del 16 ottobre e del 14 dicembre 2010 a Roma, il pronunciamento degli operai della Mirafiori (referendum del 14 gennaio) e la mobilitazione nazionale del 28 gennaio 2011. I vertici della FIOM non hanno osato proseguire sulla strada che avevano preso e si sono rimessi alla destra della direzione della CGIL formata da Susanna Camusso e altri nipotini di Craxi e ex soci di Maurizio Sacconi. Da qui il cedimento degli operai della ex-Bertone di Grugliasco e lo smorzamento della mobilitazione che si era aggregata attorno a Uniti contro la Crisi.

La lezione dei Referendum, delle Elezioni Amministrative, delle lotte operaie (FIAT, Fincantieri e altre), della resistenza anti-TAV in Val di Susa conferma che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni popolari possono costituire il Governo di Blocco Popolare. I vertici della Repubblica Pontificia sono deboli, non hanno la forza di resistere di fronte a una mobilitazione seria delle masse popolari. Gli operai della Fincantieri e i resistenti anti-TAV della Val di Susa hanno mostrato la debolezza dei vertici della Repubblica Pontificia. Le minacce di far intervenire l’Esercito non sono diventate neanche minacce serie, sono scomparse prima di essere formulate seriamente.

I vertici della Repubblica Pontificia sono in piena disgregazione. Ora la destra moderata (PD & C) cerca di infilarsi nelle Amministrazioni Comunali di Napoli e di Milano che sono state elette contro il PD di Bersani e il Terzo Polo di Casini-Rutelli-Fini, oltre che contro l’immonda banda Bossi-Berlusconi. Ora la destra moderata del PD e del Terzo Polo (ex soci e servi di Berlusconi) cerca di appropriarsi della vittoria dei Referendum che hanno sconfessato il programma comune di privatizzazioni dei servizi (della scuola, delle università e della ricerca, delle pensioni, della sanità, dell’acqua e dei servizi pubblici) e delle industrie, delle banche e delle assicurazioni pubbliche, di degrado dei servizi e di saccheggio del territorio, di liquidazione del demanio, di persecuzione degli immigrati, di emarginazione e precarizzazione dei lavoratori, di discriminazione delle donne e dei giovani portato avanti in collaborazione e alternanza da venti anni a questa parte dalla banda Berlusconi-Bossi e dal circo Prodi, il liquidatore dell’IRI. Non c’è nessun delitto contro le masse popolari italiane e immigrate compiuto dalla banda Bossi-Berlusconi che non sia stato compiuto (con manfrine e lagne sue proprie) anche dal governo Prodi-D’Alema-Bertinotti-Epifani (2006-2008) e dagli altri governi di centro-sinistra che lo hanno preceduto. Il coinvolgimento del nostro paese nella nuova guerra imperialista che si espande nel mondo è opera comune della destra estrema della banda Bossi-Berlusconi e del circo Prodi-D’Alema, del centro-sinistra, del PD: fino alla comune decisione che la Repubblica Pontificia ritornasse a fare contro la Libia nel 2011 quello che l’infausto Regno Sabaudo aveva iniziato nel 1911.

Anche la Corte Pontificia e le gerarchie della sua Chiesa si sono associate all’ultimo momento ai Referendum perché oramai cercano di usare le masse popolari per liberarsi dalla banda Berlusconi che si dimostra incapace di tenere in pugno il paese, tenerlo almeno al passo degli altri paesi imperialisti e continuare a tutelare i loro interessi. Ma non riescono nemmeno a liberarsi della banda Berlusconi che le ricatta e minaccia usando le Organizzazioni Criminali e i crimini a cui la Corte Pontificia e le gerarchie della sua Chiesa hanno collaborato. Questo è il marasma verminoso in cui i vertici della Repubblica Pontificia si dibattono e con cui soffocano e sconvolgono ogni giorno più la vita delle masse popolari.



Il fattore decisivo per far fronte agli effetti più gravi della crisi e avviare l’uscita del nostro paese dal marasma in cui la Repubblica Pontificia lo ha condotto, è la moltiplicazione delle OO e delle OP in tutto il paese e la loro determinazione a costituire un loro governo d’emergenza, formato da persone di loro fiducia e decise a dare forma e forza di legge ai provvedimenti indicati caso per caso dalle stesse OO e OP che vigileranno anche alla loro esecuzione. Ci vuole un governo d’emergenza costituito dalle OO e OP deciso ad attuare le sei misure generali del programma del GBP anche se i singoli provvedimenti violano gli interessi e le abitudini dei ricchi e del clero, ledono le istituzioni del sistema imperialista mondiale e comportano l’abolizione del Debito Pubblico e altre analoghe misure rivoluzionarie.

Il programma immediato del GBP si riassume nelle seguenti sei misure generali:

Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).

Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato.

Eliminare attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.

Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.

Stabilire relazioni di solidarietà, collaborazione o scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.



Far attuare subito dalle Amministrazioni Comunali e Provinciali le decisioni contro la privatizzazione e contro il saccheggio del territorio approvate dai quattro referendum!



Sull’onda della vittoria dei quattro referendum, sfruttare a fondo la vittoria conquistata nelle Elezioni Amministrative, in particolare a Napoli e a Milano e appoggiare le lotte degli operai.



Un Piano del lavoro per ogni nuova Amministrazione Locale! Tradurre in misure e provvedimenti particolari e in mobilitazioni concrete la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”!



Ogni Amministrazione Comunale deve porsi anzitutto il compito di realizzare la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”!

Principalmente per questo deve subito mobilitare i dipendenti comunali e le strutture comunali, le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari della zona, le associazioni e le organizzazioni sindacali e di ogni altro genere, gli organismi e i personaggi della società civile, gli organismi pubblici e privati, le aziende e le chiese della zona e collegarsi con le altre Amministrazioni locali per contribuire a costituire il GBP!": Così una nota del Nuovo Partito Comunista.

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di Redazione
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