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Previsti due discorsi di Berlusconi, all'inizio e alla fine

Oggi il congresso fondativo del PdL


Oggi il congresso fondativo del PdL
27/03/2009, 08:03

E così oggi è venuto il gran giorno: Forza Italia e AN, che hanno già fatto i relativi congressi di scioglimento, confluiscono nel Popolo della Libertà. Come è nello stile del nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato tutto programmato nei minimi dettagli. Si inizierà con il discorso di apertura oggi pomeriggio, in cui ripercorrerà i 15 anni dell'entrata in politica (ovviamente pro domo sua, ndr) motivata dalla volontà di proteggere l'Italia dai comunisti (che vede solo lui, ormai, ndr), e le ottime cose fatte durante i suoi governi. Ovviamente - conoscendo il personaggio - non mancheranno insulti ed offese contro Casini e contro i suoi oppositori, così come non mancheranno le battute, durante il suo discorso che si prevede di una durata superiore alle due ore. L'unica incertezza sarà come tratterà il Presidente della Camera Gianfranco Fini: da una parte Berlusconi ormai lo considera un traditore o giù di lì; ma dall'altra ha comunque di fronte il leader di un partito che sta assorbendo nel suo, ma che non è stato ancora completamente asservito. Probabile quindi che ci sia un certo mix tra bastone e carota.
Oltre a questo, ci sarà anche un discorso alla fine del congresso, verso ora di pranzo di domenica. E in questo ci sarà - secondo chi ne ha letto le bozze - uno sguardo al futuro e ai giovani, oltre al richiamo per la costituzione di una "casa dei moderati". Naturalmente nel corso del congresso non è stato trovato - e anche questa è una costante dei partiti di Berlusconi, perchè caratterizzava anche i congressi di Forza Italia - il tempo di prevedere una qualche competizione elettorale interna tra due diverse persone per il ruolo di leader - o forse è meglio "padrone" - del PdL nè per qualcuna delle cariche di partito.
Peccato che quando ripercorrerà i suoi 15 anni di politica non dirà che lui è entrato in politica perchè nel 1994 era sull'orlo del fallimento, con le banche che volevano lui rientrasse degli oltre 5000 miliardi di lire di debiti, che non erano più garantiti da Craxi; oppure del come mai nei suoi 7 anni di governo il PIL sia cresciuto di meno dello 0% e del perchè, a fronte della crisi attuale, i cui dati sono stati esposti ieri da Confindustria, l'atteggiamento del governo sia di totale disinteresse.

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di Antonio Rispoli
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