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Ogm: Patriciello chiede alla Commissione di rivedere la decisione e tutelare le culture tradizionali


Ogm: Patriciello chiede alla Commissione di rivedere la decisione e tutelare le culture tradizionali
09/03/2010, 13:03


BRUXELLES - L’eurodeputato del Pdl, Aldo Patriciello, ha inviato alla Commissione europea un’interrogazione per chiarire i dubbi sui rischi legati all’utilizzo di prodotti Ogm sulla salute umana. Gli Ogm sono degli organismi viventi il cui patrimonio genetico è stato modificato con geni provenienti da altri organismi. Nella fattispecie la Amflora, la patata transgenica di cui tanto si parla ultimamente, è stata sviluppata dal gruppo tedesco Basf che produce amilopectina pura, uno dei componenti dell'amido utilizzato per la produzione di carta, calcestruzzo e adesivi, i cui scarti di lavorazione potranno essere utilizzati per i mangimi animali. Sull’argomento l’On. Patriciello ha scritto: “L'autorità Europea di Sicurezza alimentare (Efsa) e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l' Emea (Agenzia europea del farmaco) e l'Oms, si sono scontrate riguardo alla presenza, nella patata geneticamente modificata, di un gene detto "marker" che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. I nostri timori nascono dal fatto che per dodici anni è stato imposto un embargo sulle nuove culture biotecnologiche e il Commissario Europeo alla Salute e alla Tutela dei consumatori, John Dalli, quando ha dovuto pronunciarsi sulle questioni scientifiche relative ai prodotti Ogm, pur ammettendo la sicurezza per gli uomini, gli animali e l'ambiente, ha affermato che sussistono numerosi dubbi sull'effettivo impatto degli Ogm sulla salute umana. A ciò si aggiunga – ha sottolineato l’eurodeputato – che numerosi esperti hanno espresso il loro totale dissenso verso la decisione europea. Sussiste, infatti, un pericolo per le tradizioni agricole nazionali e per i cosiddetti produttori standard che si ritroverebbero a competere con grandi gruppi industriali capaci di modificare geneticamente il prodotto finale. In sostanza si creerebbe una sorta di concorrenza sleale. Per questa serie di motivi abbiamo chiesto alla Commissione, di rivedere il proprio assenso tutelando la salute di più di 500.000 di cittadini e privilegiando, anzi incentivando, le culture tradizionali. Lì dove – ha concluso l’on. Patriciello - la Commissione non ritenesse opportuno rivedere l'assenso a questa decisione, sarebbe auspicabile uno studio scientifico comunitario che risolvesse i dubbi residui dell'impatto sulla salute umana degli Ogm”.

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di Redazione
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