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E' un via libera ai diffamatori di professione

Ok legge diffamazione alla Camera, niente più carcere


Ok legge diffamazione alla Camera, niente più carcere
17/10/2013, 16:40

ROMA - La professione di giornalista ha caratteri di nobiltà, in alcuni aspetti, ma altri l'hanno gettata nel fango e si rotolano in questo fango con voluttà. Da oggi, questi ultimi hanno una mano dalla Camera dei Deputati, che ha approvato la legge sulla diffamazione. Viene eliminato il carcere per i casi di diffamazione aggravata, prevista solo una multa da 5 mila a 10 mila euro, che diventa da 20 a 60 mila se si dimostra che il giornalista è consapevole che sta scrivendo il falso. Prevista anche l'interdizione da 1 a 6 mesi dall'attività giornalistica. 
Le rettifiche delle persone offese vanno pubblicate integralmente e senza commento, se si vuole una pena ridotta (in modo che i giornali li scriveranno i politici non i giornalisti); se non lo si fa, c'è una miulta da 8 a 16 mila euro. E non ci sarà più differenza tra Tv, quotidiani, testate radiofoniche e testate on line. C'è anche la "norma Sallusti": il direttore è considerato coinvolto solo se viene dimostrato il rapporto di causalità con la diffamazione (oggi il concorso è automatico a titolo di colpa); in ogni caso le pene sono ridotte ad un terzo. In caso di querela temeraria (cioè una querela basata su presupposti falsi), il querelante rischia solo una multa da 1000 a 10 mila euro. 
In totale è un via libera ai diffamatori di professione, che non pagano le multe (in questo caso agiscono per conto del proprietario, e quindi sarà lui a pagare, di solito); inoltre, essendo stato tolto il carcere, la prescrizione è stata ridotta a 3 anni, cosa che renderà molto difficile una condanna penale. Chi rischierà sarà invece il piccolo giornale o la testata on line, ai quali potrà essere chiesto un risarcimento milionario e quindi zittito facilmente con questa intimidazione. 
La legge ora passa al Senato per l'approvazione definitiva 

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di Antonio Rispoli
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