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Oltre la crisi del millennio: L'Italia dei politici.


Oltre la crisi del millennio: L'Italia dei politici.
02/12/2009, 13:12

 

OLTRE LA CRISI DEL MILLENNIO. L’ITALIA DEI POLITICI

di Lopreiato Antonella


 


 

A sentire la politica oggi il significato interpretativo delle analisi dei casi riguardanti la suddetta immagine delle figure che ne fanno parte è piuttosto estrosa ossia bizzarra, inopportuna e inprevedibile. Oggi si fa tutto con la parola anzi moltissime parole, discorsi e così via ma le azioni sono prive di validità e oltreggiose per chi come cittadino comune tenta di capire quello che sta succedendo. I politici parlamentari che litigano tra di loro o che dormono in aula, che si drogano, che vanno a lettocon i trans non sono un segno di successo ma di degrado culturale oltre a alla figura personalmente incivile dei personaggi politici che la fanno. Politici che non sanno che altro escogitare per fare il bene di se stessi, con leggi proprie; politici di schieramenti controversi e ribaltanti situazioni plausibili e ovvie. L’immagine oggi del vero politico dovrebbe rappresentare più che mai in questo periodo di crisi, un uomo corretto che faccia il bene di tutti e non del singolo partito o di se stesso. Ma non risulta essere mai così. Pensiamo ai maggiori esponenti dei due partiti di destra e di sinistra. Oggi ci si combatte tra partiti che si punzecchiano, si cammina verso un mondo paradossalmente universale, quello dell’unicivocità del giudizio tra pochi e molti altri politici. Non si fa il bene del cittadino ma il male di molti, non si controlla e non si governa per sostenere e superare una crisi economica ma si perde tempo nelle chiacchiere del giorno. Oggi si litiga in Parlamento e l’informazione riguarda il commento dei politici che hanno creato l’intoppo con questa o quella parola di troppo, il partito avvervario risponde con altrettante polemiche e non si finisce mai di parlare a vanvera. Ma i problemi non si affrontano volta per volta litigando e colpevolizzando quanto piuttosto osservando e comprendendo che i sistemi adottati non sono quelli giusti. Se si vuole superare la crisi bisogna provvedere a tutelare il cittadino riconoscendo che egli sta vivendo un periodo di crollo economico e di conseguenza deve fare i conti con l’aspetto psicologico poiché deve pagare il mutuo, deve far crescere i propri figli e deve pur avere il diritto di essere al sicuro. Ma questa politica italiana ci fa sentire sicuri? Ci sono sempre più incertezze, crisi e debiti. Se presto non si affronteranno i problemi principali dello Stato italiano, finiremo sul lastrico e ci sentiremo costretti ad evadere fuggendo da questo paese che non garantisce nulla soprattutto ai giovani che vorrebbero mettere su famiglia o a quelli che hanno passato trent’anni della loro vita a studiare per garantirsi un futuro certo ma dov’è questa certezza? Nessuno più parla di giovani che hanno due lauree, un master e che sono a spasso perché è diventato uso comune ma se non ci smuoviamo in qualche modo il domani è prossimo alla fame e la maggior parte dei ragazzi sarà povero e fallito. Tutti noi vorremmo contribuire per non raccoglierci nella rassegnazione e prima che sia troppo tardi i grandi politici dovrebbero pensare prima di tutto a dare la possibilità a tutti di avere un posto di lavoro e invece nulla, sono tutti precari e senza un euro in tasca. Chi ha genitori che negli anni d’oro hanno messo un gruzzolino da parte va avanti e può sperare nel futuro, purtroppo incerto, di poter realizzare il sogno di fare un lavoro che piace e di cui è portato, aspettando e facendo la cosiddetta “gavetta”, chi non ce l’ha quest’opportunità o va a lavare piatti e fare lo spazzino con due lauree (con rispetto di chi ama questo lavoro) e sentirsi di conseguenza “un fallito” (perché ha buttato via anni di studio) oppure va a finire in povertà insieme ai genitori che con un solo stipendio non hanno cosa dare ai propri figli. Questa è un’Italia in lacrime! sarà il Natale dei pensieri, delle lacrime e delle piccole cose, si, quelle sentite ma anche quelle più preoccupanti e incerte e allora “Signori politici” visto che la Costituzione garantisce il lavoro come fonte sicura apprestatevi a guarire i mali dell’Italia e soprattutto dei giovani invece di estorcere sempre più denaro a chi non ce l’ha.


 


 

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di Raffaele Pirozzi
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