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Omeopatia: presidente APO incontra assessore Palmieri

Proposto di un progetto di prevenzione

Omeopatia: presidente APO incontra assessore Palmieri
25/06/2013, 15:17

Stamani il presidente nazionale dell'APO (associazione pazienti omeopatici) Vega Palombi Martorano, accompagnata dal consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio ha incontrato l'assessore all'istruzione del comune di Napoli Annamaria Palmieri. L'associazione ha proposto alla Palmieri l'adozione di un progetto di prevenzione ed educazione alla salute per portare gli alunni alla conoscenza dell'omeopatia. L'assessore Palmieri si è detta convinta della bontà della proposta assicurando il suo impegno sulla proposta che, debitamente articolata, sarà sottoposta anche al provveditorato agli studi. Questa iniziativa, ha detto il consigliere comunale dei Verdi Carmine Attanasio, segue la storica decisione del consiglio Comunale di Napoli che proprio qualche giorno fa ha approvato un mio ordine del giorno sull'omepatia sottoscritto in calce da ventisette consiglieri comunali di tutti i gruppi politici. Con l'ordine del giorno si chiede al Sindaco Luigi de Magistris d'intervenire, in qualità della massima autorità sanitaria in città, presso il Ministero competente al fine della revisione del decreto Balduzzi, emanato dal precedente Governo, che prevede una forte tassazione ( € 23.000/00 per ciascun rimedio e per sole otto diluizioni, secondo la tabella recentemente pubblicata sulla G.U.) per la registrazione dei farmaci omeopatici immessi in commercio penalizzando fortemente, in tal modo, le aziende produttrici dei rimedi, il commercio dei quali, per il loro altissimo numero (circa trentamila) dovuto alla larghissima gamma delle diluizioni, non assicura un volume di vendita che consenta di reggere all’onere fiscale introdotto, con la conseguenza di eliminare dal mercato i prodotti "marginali" cioè quelli di uso limitato in quanto calibrati su patologie particolari ma non per questo, certo, meno meritevoli di cura.Ci troviamo, scrivono nell'ordine del giorno i consiglieri sottoscrittori del documento, di fronte ad un ulteriore paradosso del nostro sistema sanitario che da un lato ammette la circolazione dei farmaci omeopatici e dall’altro ne limita la reperibilità sul mercato, calpestando completamente la libertà di scelta terapeutica del cittadino.

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di Redazione
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