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Il Paese bacchettato tra gli altri sull'immigrazione

Onu critica Italia, Farnesina si difende: mai violati i diritti


Onu critica Italia, Farnesina si difende: mai violati i diritti
14/09/2009, 21:09

Nel giorno in cui il presidente della Camera, Gianfranco Fini, torna a ripetere che è necessario favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, Navi Pillay, Alto Commissario Onu per i diritti umani, tuona contro alcuni paesi e l’Italia richiamando al rispetto dei diritti umani nei confronti degli immigrati, “abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale”.
Parole che sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, in un periodo in cui proprio l’immigrazione è al centro di accese polemiche nel mondo politico. La Farnesina ha risposto al richiamo ricordando che nessun Paese del Mediterraneo ha salvato così tante vite umane in mare e che l’Italia continuerà a rispettare le norme del diritto internazionale.

NELL’INTERVENTO fissato per domani ma anticipato oggi a Ginevra, Pillay fa un preciso riferimento all’odissea degli ottanta clandestini eritrei, rimasti per giorni e senza soccorsi alla deriva su un gommone tra Libia, Malta ed Italia in agosto. Partendo da quell’esempio, Pillay ricorda che “in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi” e le altre imbarcazioni, “basandosi sulla presunzione che le imbarcazioni in difficoltà trasportino migranti”, non prestano soccorso violando le leggi internazionali. Pillay punta poi l’indice contro “la pratica dell’arresto d’ufficio dei migranti irregolari, la loro criminalizzazione e il maltrattamento nel contesto dei controlli”, che “deve terminare”. L’Italia è richiamata anche per gli atteggiamenti nei confronti dei rom, che, anche se con “sforzi in buona fede per affrontare il problema”, “subiscono trattamenti degradanti”.

LA FARNESINA, però, non ci sta. In una nota si legge che le forze di maggioranza condividono “la giusta preoccupazione che anima” l’intervento dell’Alto commissario Onu per i diritti umani, e che l’Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo. “Per questo motivo, - prosegue la nota, - il richiamo alle violazioni del diritto internazionale non è evidentemente rivolto all’Italia”. “Le regole del diritto internazionale, - continua la Farnesina, - costituiscono il caposaldo dell’azione del governo italiano, che promuove e auspica un impegno comune affinchè vengano da tutti rispettate e tutti facciano la loro parte”. Nelle prossime ore ci sarà a Ginevra l’intervento di un rappresentante del Governo che illustrerà in dettaglio “i termini esatti dell’impegno italiano nel rispettare le leggi ed i regolamenti internazionali nei confronti sia dei migranti che dei richiedenti asilo politico”.

LA MAGGIORANZA SI DIFENDE Per Carolina Lussana, parlamentare della Lega Nord e vice presidente della commissione Giustizia della Camera, le parole della Pillay sono “infondate e ingiustificate”. “Noi, - sottolinea la parlamentare leghista, - come confermato dal ministro Maroni, respingiamo le accuse e invitiamo anche gli organismi internazionali a avere rispetto per le politiche attuate dal governo italiano. Politiche che salvaguardano il diritto dei migranti che hanno titolo a ricevere asilo ma che al contempo sono rigide e tassative nel contrasto all’immigrazione non regolare e al respingimento legittimo dei clandestini”. Sulla questione rom, la Lussana rilancia invitando l’Onu ad occuparsi dei maltrattamenti subiti dai bambini, “costretti a mendicare e a rubare dalle loro famiglie o comunità di origine”.
In difesa del Governo accorre anche Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, spiegando che “l’Italia sta attuando una politica di controllo dell’immigrazione clandestina che rispetta pienamente tutti i principi e le norme del diritto internazionale”. “Le organizzazioni internazionali, - conclude Gasparri, - farebbero invece bene a concentrare la loro attenzione su alcuni Paesi le cui politiche sono deficitarie, o sui tanti regimi che perseguitano le proprie popolazioni creando le premesse degli esodi di massa. Su questo versante l’Onu ha sicuramente un’agenda fitta di impegni”.
E’ indignata invece Margherita Boniver, deputata Pdl e presidente del Comitato Schengen, che chiede che le affermazioni di Navi Pillay siano supportate da testimonianze e riscontri concreti. “E’ inaudito, - afferma, - che simili e infamanti accuse siano mirate contro il nostro Paese, che ha sempre rispettato il diritto internazionale e che rispetto ad altre nazioni europee ha accolto un numero proporzionalmente significativo di rifugiati politici”.
“Non si capisce, - fa eco Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, - per quale ragione l’Italia debba essere criticata per aver realizzato esattamente la politica  che è propria di tutti i governi occidentali, qualunque sia il loro segno politico”.

L’OPPOSIZIONE ATTACCA Di tutt’altro parere, ovviamente, l’opposizione. Per Stefano Pedica, capogruppo dell’Idv in commissione Esteri al Senato, le esternazioni di Navi Pillay dimostrano il completo fallimento delle politiche governative in termini di immigrazione. “Il diritto d’asilo e la richiesta di protezione umanitaria, - spiega Pedica, - sono stati ripetutamente ignorati da un governo razzista che si è accordato con un Paese, come la Libia, che non ha nemmeno firmato la Convenzione di Ginevra”.
Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, “Il governo italiano sta violando diritti umani fondamentali e la condanna, perché di questo si tratta, venuta dall’Onu non è che l’ultima di una serie di critiche che si sono levate in queste settimane. Certamente, - conclude, - serve uno sforzo maggiore dell’Europa perché si faccia carico nel suo complesso del problema immigrazione e non lasci ai singoli Paesi il compito di affrontarlo”.
Le affermazioni del commissario ribadiscono i respingimenti dall'Italia verso la Libia "non rispettano il diritto internazionale in materia di assistenza ai rifugiati e ai migranti", afferma Matteo Mecacci, deputato Radicale e relatore Osce sui Diritti Umani. Con la ratifica del trattato, tra Roma e Tripoli, "l'Italia, - conclude il parlamentare radicale, - si avvicina pericolosamente alle pratiche in tema di violazioni dei diritti umani che sono commesse dai regimi autoritari nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. La partitocrazia italiana ancora una volta dimostra di non essere una democrazia".

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di Nico Falco
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