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OPS: “8 marzo, per le donne il welfare non è un lusso”


OPS: “8 marzo, per le donne il welfare non è un lusso”
02/03/2011, 10:03

Napoli, 02 marzo 2011 - Donne costrette ad abbandonare il posto di lavoro per tornare a casa, curare i propri familiari e occuparsi di servizi e attività che dovrebbero essere di competenza dei Servizi del Privato Sociale. Centinaia di operatori sociali in piazza per manifestare contro i ritardi nei pagamenti da parte della Regione Campania e del Comune di Napoli. L’intero sistema dei Servizi privati sociali in Campania è al collasso e insieme a loro tutti i cittadini che hanno utilizzato questi servizi. A farne principalmente le spese sono le proprio le donne. La denuncia arriva dall’Ordine degli Psicologi della Campania che quest’anno celebra l’8 marzo puntando il dito contro i tagli finanziari al Terzo settore. E per fare luce su cosa sta accadendo si tiene domani, il 3 marzo, presso l’Istituto Bianchi di Napoli, dalle 10.30 alle 16.30, l’incontro “Il Welfare non è un lusso”, per riflettere con la cittadinanza sulla preoccupante situazione.

“Non dimenticando che il nostro Ordine è in gran parte costituito da donne, l’argomento proposto quest’anno non poteva non essere quello della crisi del Welfare - dichiara Raffaele Felaco, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania -. Siamo solidali con gli operatori sociali dell’Istituto Bianchi di Napoli e in generale con tutti coloro che in questi giorni stanno levando la propria voce e manifestando contro i tagli finanziari al Welfare. La chiusura dei Servizi del Terzo Settore potrebbe avere, infatti, una ricaduta maggiormente gravosa sulle donne che, in assenza di una solida rete sociale, rischiano di farsi carico da sole dei problemi presenti nella famiglia”.

“Il mio welfare è mia nonna” è con questa frase scritta su un cartello che un bambino ha preso parte alla manifestazione delle donne del 13 febbraio a Napoli. “In effetti sappiamo tutti che, di fatto, la riduzione o la chiusura dei servizi sociali ricadranno per lo più sulle donne. La nostra e' una professione femminile e di aiuto, quindi non può restare insensibile all'attacco che il Welfare sta subendo In Campania”, spiega Antonella Bozzaotra, vice-presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania. “La crisi del Terzo Settore sta costringendo alla chiusura di molti Servizi che si occupano di integrazione psico-sociale e permettono la riabilitazione di quei soggetti appartenenti alle cosiddette ‘fasce deboli’, come minori, anziani, disabili, sofferenti psichici e tossicodipendenti. Questo significa che molte donne saranno indotte a sacrificare i propri spazi di autonomia, per occuparsi a tempo pieno e senza supporti dei propri familiari”.

L’Ordine degli Psicologi sottolinea quindi come la distruzione del Privato Sociale - dopo che finalmente anni di riforme avevano portato alla realizzazione di una tipologia di intervento integrato ad ampio raggio dei Servizi, attento alla cura dei contesti e alla promozione del benessere - comporterà il ritorno a un intervento di tipo assistenzialistico, medicalizzato e di vecchio stampo. “L'argomento più forte che viene portato a sostegno della chiusura dei servizi riguarda i loro costi. Le politiche che riducono la spesa dei servizi sono basate sull’idea che esclude attraverso interventi reclusivi. Gli interventi di reclusione (carceri e ricoveri) sono molto più costosi di quelli che prevedono l’inclusione e l’apertura dei servizi. Si dice che non ci sono più fondi per finanziarli”, sostiene Fausta Nazzi, consigliera e Segretaria dell’Ordine. Noi sosteniamo che non è una questione economica, ma una faccenda politica”.

Per questo motivo l’Ordine ha chiesto a cittadine e cittadini cosa pensano “perché per le donne il welfare non è un lusso”. Tante le risposte, qualcuno ha parlato di welfare casalingo, qualcun altro di diritti, qualcuno lo ha paragonato provocatoriamente al lusso di avere un posto di lavoro. “Ciò che consente ad un Paese di essere libero e compatto è la libertà, è la possibilità di scegliere, permettendo vite sociali, non più reclusioni casalinghe. Al 150° anno di Unità d’Italia pensiamo che l’unica risposta sia la partecipazione e il prendere parte ai processi di sviluppo di un Paese. Istituzioni vicine e parte dei cittadini, Ordini Professionali vicini e a sostegno dei propri iscritti e delle competenze e dignità professionali”, conclude il Presidente Felaco.

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di Redazione
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