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I nomi che hanno decretato la fine della maggioranza

Otto i traditori: in un bigliettino l’amarezza di Berlusconi

Il premier: “Traditori”. Ma loro rigirano l’insulto

Otto i traditori: in un bigliettino l’amarezza di Berlusconi
09/11/2011, 09:11

ROMA – “308 voti – 8 traditori”. Sembra essere lui il protagonista principale della convulsa giornata politica consumatasi ieri: il bigliettino scritto a mano da Silvio Berlusconi, e poi immortalato dai fotografi, nel momento in cui, conclusosi il voto, il tabellone elettronico ha accertato che la sua maggioranza non c’è più. “Mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare?” si è chiesto il premier, nel bollare come veri e propri “traditori” gli otto che hanno fatto scendere la maggioranza rispetto ai 316 voti dell’ultima fiducia. In realtà, a volerla dire tutta, sono anche più di otto, se si prendono in considerazione i dissidenti degli ultimi giorni, quelli che hanno lasciato i banchi Pdl prima del voto di ieri. Ma l’accusa di “traditori, non piace ovviamente ai diretti interessati, che rispediscono l’insulto al mittente.
Ci sono Roberto Antonione, Giustina Destro, Giancarlo Pittelli e Fabio Gava, firmatari di una lettera con la quale nei giorni scorsi avevano chiesto un allargamento della maggioranza, che protestano contro quello che definiscono “un insulto gratuito” e spiegano le loro ragioni: “Abbiamo semplicemente voluto dire le cose come stavano. Volevamo dare un segnale affinchè Berlusconi capisse che c’è bisogno di una maggioranza estesa per affrontare una crisi economica di queste proporzioni. Così non si poteva andare avanti”. I firmatari della lettera, in realtà erano sei, ma alla fine Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio sono rientrati nei ranghi votando si al rendiconto.
Ci sono poi l’ex pluri-ministro Calogero Mannino; l’ex Responsabile Luciano Sardelli; gli ex Pdl Antonio Buonfiglio e Francesco Stagno D'Alcontres. A questi vanno aggiunti, a pieno titolo tra coloro che hanno fatto mancare il sostegno all’esecutivo del Cavaliere, Gabriella Carlucci, entrata ieri in Aula scortata dai nuovi compagni di strada dell’Udc, senza neppure degnare di uno sguardo i banchi del Pdl, e Santo Versace, che in realtà decise di non sostenere più il governo già dal 29 settembre scorso. Oggi ribatte all’accusa di Berlusconi, dicendo che il vero traditore “è proprio lui”. Su tutti, però, lo strano, quanto esemplare caso di Gennaro Malgieri: non presente al voto assicura di essersi dovuto assentare, prima, dice, per “andare in bagno”, poi per “prendere una medicina”. Fatto sta che non c’era e resta aperto il dubbio sulla reale motivazione della sua assenza.

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di Antonio Formisano
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