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Imperativo della maggioranza: coesione e presenza

P. breve: rush finale? La tenaglia dell’opposizione

Si riprende oggi alle 15. Domani il voto finale

P. breve: rush finale? La tenaglia dell’opposizione
12/04/2011, 10:04

ROMA – Giornate di incandescenza a Montecitorio. Nuovo rush per la prescrizione breve, che entro domani, salvo slittamenti dell’ultima ora, dovrebbe essere varata. A poche ore dall’inizio dell’aula, l’alto livello di contrapposizione politica è sempre lo stesso. “Un Vietnam parlamentare” promette, infatti, l’opposizione, mentre tra i banchi della maggioranza la parola d’ordine è “coesione” e “non cadere nelle provocazioni”. La tensione, insomma, è palpabile, soprattutto se si prende in considerazione il fatto che questa settimana di lavori parlamentari dovrebbe essere quella decisiva per la prescrizione breve. Intanto, mentre diverse associazioni si preparano ad assediare con le loro proteste piazza Montecitorio, domani pomeriggio, l’imperativo per tutti nella maggioranza è “essere presenti in aula”, dalle 15 di oggi fino a fine partita. Nessuna assenza è ammessa. Si parte oggi alle 15, con una seduta che probabilmente si protrarrà in notturna: per domani sera è già prenotata la diretta tv per il voto finale, anche se i deputati sono allertati fino a venerdì.
“La legge è uguale per tutti e coloro che devono pagare il loro conto con la giustizia devono farlo”, tuona intanto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che poi aggiunge: “Se alla Camera si sta discutendo di prescrizione breve invece che di altro, è perche c’è una maggioranza e c’è un regolamento parlamentare che devo rispettare, pur avendo la mia idea personale”. Ma il centrodestra non recede d’un passo. L’obiettivo è approvare la legge che contiene l’abbreviazione dei tempi di prescrizione per gli incensurati entro questa settimana. A preoccupare i fedeli del premier però non è solo la tenaglia dell’opposizione. Anche l’attenzione del Quirinale sembra essere alta. Il presidente Napolitano, che sulla prescrizione breve non è intervenuto, negli ultimi mesi ha però più volte espresso la necessità del dialogo e della condivisione sulle riforme. E di recente anche la necessità da parte del governo di garantire la governabilità con i numeri in aula. Ed è proprio questo il cruccio del Pdl, dal momento che la “quota 330”, auspicata dal presidente del Consiglio, non è ancora raggiunta e per di più le tensioni interne al partito rischiano di esplodere in qualsiasi momento. E allora, compatta come non mai, l’opposizione si prepara ad alzare il suo muro contro la prescrizione breve, che non solo metterebbe la parola fine al processo Mills, in cui è imputato Silvio Berlusconi, ma che coinvolgerebbe migliaia di altri procedimenti.

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di Antonio Formisano
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