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Intanto questa settimana molti interrogatori eccellenti

P3: anche Dell'Utri indagato per corruzione?


P3: anche Dell'Utri indagato per corruzione?
19/07/2010, 09:07

ROMA - Continuano le indagini sulla cosiddetta P3, l'associazione che si era creata intorno a politici come il coordinatore del Pdl Denis Verdini e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo; ma anche magistrati, come Vincenzo Carbone e Alfonso Marra; e così via. Per questa settimana sono previsti molti interrogatori eccellenti, che probabilmente inizieranno a metà settimana, dopo aver riunito, catalogato ed esaminato le dichiarazioni rese da altre persone considerate legate a questa organizzaizone e rilasciate ai magistrati nei giorni scorsi. Tra coloro che dovrebbero essere chiamati ci sono Caliendo, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, l'ex presidente della Cassazione Vincenzo Carbone, il capo degli ispettori del Guardasigilli, Arcibaldo Miller, il presidente della corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra. E non è escludo che alcuni di questi possano essere iscritti nel registro degli indagati, come per esempio Caliendo, ma anche Marcello Dell'Utri. Il senatore del Pdl è già stato iscritto nel registro degli indagati per violazione della Legge Anselmi sul divieto di partecipazione alle società segrete; oggi rischia l'iscrizione per corruzione, in quanto, secondo una informativa dei Carabinieri "sia il Verdini che il Dell'Utri risultano apparentemente coinvolti in alcune operazioni finanziarie sospette condotte da Carboni, nell'ambito delle quali egli ha veicolato titoli per centinaia di migliaia di euro messi a disposizione da un imprenditore romagnolo coinvolto nell'operazione parchi eolici, parte dei quali sono stati con ogni probabilità negoziati dallo stesso Verdini o da persona da lui delegata".
Intanto peocede al Csm la pratica di trasferimento per il Presidente della Corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra. L'organismo di autotutela dei magistrati vuole stringere i tempi, perchè stiamo parlando comunque del più grande tribunale d'Italia e non è conveniente lasciarlo nelle mani di una persona su cui si agitano tali sospetti. Rischia di essere un pesante colpo alla credibilità della magistratura.

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di Antonio Rispoli
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