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Gli inquirenti:"Cesare usato anche per altri soggetti"

P3: I pm non convocano Berlusconi


P3: I pm non convocano Berlusconi
29/07/2010, 19:07

MILANO - La notizia, passata come indiscrezione diffusa ad da alcuni quotidiani, riguardava la volontà da parte della difesa di Denis Verdini di convocare Silvio Berlusconi per confermare che, il presunto dossier a luci rosse architettato per screditare Stefano Caldoro, non è mai esistito.
I pm della Procura di Roma che stanno indagando sulla cosiddetta nuova loggia P3, però, hanno totalmente escluso la possibilità di convocare il Premier per ascoltare la sua testimonianza sull'intricata vicenda. Inoltre, alcune voci di corridoio della procura romana reputate affidabili, avrebbero contraddetto l'ipotesi avanzata dai carabinieri riguardo l'utilizzo del nome in codice "Cesare" per indicare in via esclusiva il presidente del Consiglio.
Pare, infatti, che i magistrati capitolini abbiano appurato che tale appellattivo era usato anche per riferirsi ad altri influenti personaggi della politica e dell'imprenditoria e che, in ogni caso, l'utilizzo dello stesso non contiene in sè nessuna rilevanza penale.
I giudici, oltre a "snobbare" l'eventuale testimonianza di Berlusconi, hanno poi deciso di non ascoltare nemmenno gli altri "colleghi" che, riguardo l'oramai nota vicenda legata alle presunte pressioni esercitate per l'approvazione del Lodo Alfano, sarebbero stati incontrati o anche solo contattati dalla cricca di "pensionati sfigati" composta da Flavio Carboni, Arcangelo Martino e
Pasquale Lombardi.
Come si legge sul Corriere della Sera, in ultimo, la Procura di Roma che sta tentando di far luce sulla P3 ha appena focalizzato la propria attenzione anche su alcune operazioni del Credito Cooperativo Fiorentino (di cui è stato presidente Verdini fino a pochi giorni orsono) che risulterebbero irregolari secondo il parere della Banca D'Italia.
Gli inquirenti starebbero infatti indagando sugli episodi sospetti segnalati dagli ispettori dell'apposito organo di vigilanza e, al momento, non avrebbero però iscritto nessun nome all'interno del registro degli indagati.

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di Germano Milite
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