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“Vogliono che renda il falso su Berlusconi e Lavitola”

P4, dal fondo della sua cella Papa attacca i pm: “Estorsori”

L’onorevole Pdl dice di essere sottoposto a “minacce”

P4, dal fondo della sua cella Papa attacca i pm: “Estorsori”
11/10/2011, 10:10

NAPOLI – Dichiara di essere sottoposto a “pressioni e minacce”. Alfonso Papa, parlamentare Pdl a Poggioreale dallo scorso luglio, in relazione all’inchiesta P4, punta il dito contro i pm: sono parole pesanti quelle dell’onorevole pidiellino, messe nero su bianco in una lettera, nella quale parla dei pm paragonandoli a degli “estorsori”. In altre parole Alfonso Papa afferma che l’obiettivo dei pm sarebbe quello di farlo parlare di Berlusconi e Lavitola con la forza: “vorrebbero farmi barattare la libertà con compiacenti confessioni di cose false”. Accuse che sembrano non toccare minimamente il procuratore capo, Giovandomenico Lepore, per il quale “la lettera di Papa non merita commenti”.
A riaccendere i riflettori sul caso Papa è stata la visita in carcere di quattro parlamentari di Popolo e Territorio: si tratta del capogruppo Silvano Moffa, Giancarlo Lehner, Arturo Iannaccone e Vincenzo D’Anna. Dopo l’incontro, i quattro hanno tenuto una conferenza stampa: per Moffa, Papa è “prigioniero politico”, e viene tenuto in cella per motivi “inaccettabili in un Paese civile”. Gravi, avvertono i parlamentari, le sue condizioni di salute: “Ha la barba lunga, non esce per l’ora d’aria, ha perso dieci chili. Abbiamo incontrato il suo fantasma”. Proprio in conferenza stampa sono state rese pubbliche le accuse che Papa ha mosso: “Il pm Woodcock mi ha fatto sapere che sarebbe disponibile a farmi scarcerare a patto che ammetta almeno uno degli addebiti mossimi e renda dichiarazioni su Berlusconi e Lavitola, o almeno su Finmeccanica”.
Su tutto ciò Moffa ha annunciato una mozione parlamentare per riportare alla Camera la vicenda. Intanto, a partire dal 26 ottobre, Alfonso Papa sarà sotto processo a Napoli assieme al consulente d’affari Luigi Bisignani: i due saranno giudicati, a vario titolo, per concussione, corruzione, falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

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di Antonio Formisano
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