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Tra i “graziati” di Bisignani anche la Santanchè

P4: il Pdl vuole imbavagliare il lavoro dei pm

Il partito torna alla carica contro le intercettazioni

P4: il Pdl vuole imbavagliare il lavoro dei pm
23/06/2011, 11:06

ROMA – Dalla politica all’economia, passando per i Servizi Segreti e aziende come Eni e Rai: è una vera e propria ragnatela quella dei rapporti tenuti dal faccendiere Luigi Bisignani con esponenti e ministri di primissimo piano, uomini di affari e comunque anche rappresentanti istituzionali. La nuova pioggia di verbali di intercettazioni e interrogatori relativi all’inchiesta P4 sembra confermare il giro di amicizie tra Bisignani e diversi esponenti del Pdl: rapporti fatti di confidenze, richieste di intervento, suggerimenti di nomine e promozioni e decisioni in ambito politico ed istituzionale. Un mondo sommerso che rivela le lotte interne al partito del premier, con Luigi Bisignani che gestisce le alleanze segrete. Tutto questo per i pm napoletani ha avuto un potere tale da poter influenzare le scelte del governo anche nei settori economici.
Il faccendiere rivela di aver interpellato e aiutato Ronchi, Bocchino, La Russa, Daniela Santanchè. Un potere di influenza su ministri e dicasteri, su politici e imprenditori che si è esteso nel tempo quello di Luigi Bisignani: la sua principale abilità è stata quella di far fruttare le sue conoscenze pubbliche e private per dare origine ad una sorta di “governo ombra”, in grado di allungare le mani sull’imprenditoria italiana per una società segreta capace di prospettare cariche politiche, come quella di Daniela Santanchè.
Il lavoro che stanno portando avanti i pm napoletani, però, non piace al Pdl che vuole bloccarlo. Torna alla ribalta, infatti, il tema delle intercettazioni e riprende quota l’ipotesi del decreto che dovrebbe fermare “l’abuso che si fa delle loro pubblicazioni”. L’importante, assicurano fonti parlamentari di maggioranza, è che ci sia un intervento al più presto per bloccare ciò che viene ormai definito da tempo, in ambienti del Centrodestra, “questo abuso inaccettabile”. Proprio per questo motivo, in una serie di riunioni si sarebbe deciso di rimettere in agenda il tema. C’é chi suggerisce il progetto di legge già approvato al Senato e ora in stand-by alla Camera e c’è chi azzarda l’ipotesi del decreto, sta di fatto che il Pdl vuole trovare una soluzione a questo problema nei 30 giorni che restano di attività parlamentare, prima della pausa estiva.

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di Antonio Formisano
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