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Pac: Galan, può portare a crescita durevole, importante opinione cittadini


Pac: Galan, può portare a crescita durevole, importante opinione cittadini
03/05/2010, 13:05

“Condivido pienamente le parole del Commissario Ue all'agricoltura, Dacian Ciolos, che ha più volte ribadito che la Politica Agricola Comune (PAC) è indispensabile e che lo sarà ancora per lungo tempo. Rilancio l’idea del dibattito pubblico sul futuro della PAC, un motore vitale per la nostra agricoltura che può portare ad una crescita durevole. E’ il momento di rimboccarsi le maniche. Per questo è importante accogliere e condividere le idee di tutti i singoli”.
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, rilancia il pubblico dibattito sul futuro della PAC avviato dalla Commissione Europea a cui sono invitati a partecipare tutti i cittadini per la progettazione della riforma.
Le opinioni dei cittadini europei saranno utilizzati dalla Commissione per predisporre la proposta di riforma della PAC del dopo 2013.

Il 3 giugno 2010 è il termine ultimo per partecipare al pubblico dibattito.

Per esprimere la propria opinione basta un clic su http://ec.europa.eu/agriculture/cap-post-2013/debate/form_it.htm.

La PAC è la Politica agricola comune che l’Unione europea adotta a sostegno degli agricoltori e a garanzia della sicurezza alimentare, dell'occupazione nelle aree rurali, della tutela del territorio e dell'ambiente e della lotta ai cambiamenti climatici.

Nascita e impostazione della PAC sono state determinate dalla situazione di arretratezza dell’agricoltura e dai problemi della sicurezza alimentare esistenti nell’immediato dopoguerra. Nel Trattato di Roma del 1957 vengono definiti gli obiettivi generali di politica agraria.
Nella UE la PAC assorbe attualmente il 44% del bilancio comunitario (si prevede che tale incidenza scenda al 39% nel 2013).
Gli stanziamenti sono utilizzati per finanziare gli aiuti diretti agli agricoltori (cosiddetto I pilastro), prevalentemente indirizzati a sostenere i redditi degli operatori, e le politiche di sviluppo rurale (cosiddetto II pilastro), destinate invece a rafforzare e qualificare il ruolo multifunzionale dell’agricoltura (non solo la produzione ma anche la salvaguardia del territorio, lo sviluppo del turismo, la riscoperta delle tradizioni ecc.).

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di Redazione
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