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Cena della riconciliazione a palazzo Grazioli dopo la bufera

Pace siglata: Umberto, Silvio e il “volemose bene”

Oggi il Cdm: dovrebbe esserci l’ok al “pacchetto sviluppo”

Pace siglata: Umberto, Silvio e il “volemose bene”
05/05/2011, 09:05

ROMA – Pace siglata tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega Nord. A testimonianza di ciò, dopo il successo incassato alla Camera sulla mozione di maggioranza sulla crisi libica, la cena dai toni distensivi ed amichevoli a palazzo Grazioli. Buona occasione, a quanto pare, tanto per Silvio Berlusconi quanto per Umberto Bossi, per rinforzare un sodalizio ultimamente messo alla prova da accese incomprensioni. La quiete dopo la tempesta, insomma, e tra i due sembra essere ritornato il sereno: così i due leader, nonché compagni di squadra, si sono ritrovati, dopo giorni di forzato allontanamento, in un incontro faccia a faccia all’insegna del “volemose bene”. “Con Bossi è tutto a posto”, avrebbe assicurato il Cavaliere. “Con Berlusconi siamo amici”, sarebbe stato il commento finale del senatùr. Testimoni dell’equilibrio ritrovato, Gianni Letta e il ministro Giulio Tremonti, anche lui presente alla cena e tra l’altro indicato dal premier come uno dei suoi possibili successori.
Nel corso della cena, Bossi e Berlusconi avrebbero anche parlato del tanto dibattuto rimpasto del governo e in particolar modo del rapporto con il gruppo di Iniziativa Responsabile, considerato a tutti gli effetti la terza gamba della maggioranza. Quattro sarebbero i posti da assegnare ai responsabili. E su questi circolano i nomi di Catia Polidori, Bruno Cesario, Francesco Pionati e Massimo Calearo. Per quanto riguarda però la nomina dei sottosegretari, Berlusconi deve decidere se superare la quota di 60, fissata dalla legge in vigore per quanto riguarda ministri e sottosegretari operando così una forzatura, o avviare una riforma della normativa, il che allungherebbe di almeno due mesi i tempi di un rimpasto complessivo del governo. Ma proprio sull’allungamento dei tempi di tale rimpasto, il premier potrebbe imbattersi in un nuovo ostacolo: la delusione di chi non ha più intenzione di aspettare per la poltrona, decidendo in questo modo di non salvare più la maggioranza di governo. Intanto, nel Consiglio dei ministri di questa mattina ci sarà il via libera al cosiddetto “pacchetto sviluppo”, che prevede tra l’altro un credito d’imposta mensile pari a 300 euro per ogni nuovo lavoratore assunto al sud a tempo indeterminato nei prossimi dodici mesi. Il decreto prevede anche un premio fino al 20 per cento in più del volume per le case che saranno riqualificate dal punto di vista energetico.

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di Antonio Formisano
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