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Palermo, Monastra: "Contamonazione falda acquifera, l'emergenza continua"


Palermo, Monastra: 'Contamonazione falda acquifera, l'emergenza continua'
01/02/2012, 15:02

La Contaminazione della falda superficiale del Comune di Palermo sembra un problema secondario per l’Amministrazione comunale. L’interrogazione da me proposta lo scorso dicembre, relativa alla grave situazione, è praticamente passata sotto silenzio, mentre il superamento delle concentrazioni della soglia di contaminazione per alcuni composti volatili organici alogenati è un problema che chiede urgenti risposte. L’ordinanza con si cui comunicava alla cittadinanza di fare esclusivo uso delle acque della rete idropotabile, interdicendo l’uso di qualunque altra acqua, anche per solo uso irriguo, se non preventivamente analizzata, non è stata pubblicizzata in modo adeguato. Il fatto che ad oggi nessuna analisi di acqua di pozzo è stata richiesta ad ARPA Sicilia, lo dimostra in modo inequivocabile. Per questo chiedo al Commissario straordinario Latella di agire con tempestività. E’ necessario richiedere all’AMAP di relazionare al Consiglio comunale sulle attività di monitoraggio relative alle sostanze alogenate volatili (come cloro metano, tricloroetano, cloruro di vinile e molti altri) sia sulle acque grezze di approvvigionamento (prima della potabilizzazione) che delle acque in rete, fornendo anche i dati comprovanti l’esecuzione delle analisi; escludere l’utilizzo delle acque provenienti da pozzi contaminati come fonti di approvvigionamento per il destino umano; richiedere sempre ad AMAP di effettuare dei controlli analitici per la ricerca delle sostanze alogenate volatili anche sulle acque reflue depurate e non scaricate a mare, comprese quelle immesse nell’area portuale, in modo da valutare se la contaminazione può avere origine da una perdita, con conseguente dispersione, delle acque reflue dalla rete fognaria; diffondere con tutti mezzi disponibili l’Ordinanza Sindacale n. 392/OS del 15/12/2011, in modo da renderla efficace e predisporre immediatamente le attività di messa in sicurezza e di bonifica, ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs 152/06, delle acque provenienti da falde contaminate.

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di Redazione
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