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Palmieri: "Sindaco colga occasione per dare risposte a questioni aperte"


Palmieri: 'Sindaco colga occasione per dare risposte a questioni aperte'
10/12/2011, 14:12

“Oggi in occasione dell'appuntamento al Castel dell'Ovo con la rete europea per 'l'acqua bene comune' tornerà certamente alla ribalta la vicenda della delibera con la quale l'Arin Spa dovrà essere trasformata in “Abc”. Il sindaco di Napooli potrebbe dunque cogliere l'occasione per dare una risposta, possibilemtne più tecnica e meno ideologica possibile a tutte quelle domande rimaste fino ad ora senza risposta, a partire da quelle legate ai ritardi nelle procedure di trasformazione della Spa in Azienda specilae e relative questioni giuridiche”.

Così il capogruppo consiliare di Liberi per il Sud del Consiglio Comunale di Napoli, Domenico Palmieri, che si chiede, “in che modo il nuovo sogetto riuscirà a scongiurare le difficoltà del vecchio colabrodo Aman, cui l'Abc somiglia tanto, e che solo molto raramente riusciva a recuperare i mancati pagamenti delle bollette non potendo intervenire sui morosi del 'bene comune' in maniera giuridicamente efficace”.

“Per il resto, pur condividendo il senso sociale e partecipativo di questa trasformazione socetiaria, - prosegue Palmieri - mi aspetto una parola di chiarezza sul cosiddetto 'costo zero' visti, invece, i pesanti oneri economici che sarà necessario affrontare per trasformare la Spa in Azienda Speciale (a carico dell'Arin e quindi dei cittadini), e sulla autonomia dal Comune che il nuovo soggetto conserverà mantenendo peraltro suoi Cda, Presidente, Direttore generale, revisori, ecc...”.

“Tutto questo, agginuge Palmieri - senza contare le questioni sui possibili contenziosi che il personale potrebbe aprire in merito al diverso regime contributivo previsto dalle due diverse forme sociatarie”.

“Oggi, rilevo che non sono pochi - conclude il capogruppo di Liberi per il Sud – i colleghi in Consiglio comunale, anche tra quelli che hannno detto sì, che si chiedeono se forse non sarebbe stato meglio limitarsi a stabilire semplicemente il divieto di gestione della risorsa idrica da pare dei privati, visto che l'azienda speciale di oggi ha molti più limiti operativi rispetto a quella di ieri non potendo per legge conseguire utili e dovendo conseguire esclusivamente il pareggio di bilancio e che rendendosi intanto necessari importanti investimenti per risanare una rete disastrata e un'impiantistica obsoleta (risorse che sarà ora necessario recuperare altrove e chissà dove), forse sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, magari operando finalemtne quel mancato controllo sulle attività e sugli investimenti di un'azienda che, ricordo, è arrivata persino ad occuparsi di pannelli fotovoltaitici”.



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di Redazione
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