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Palumbo (Ugl Agroalimentare Campania): Progettualità sia seria, onesta e guardi ai territori”


Palumbo (Ugl Agroalimentare Campania): Progettualità sia seria, onesta e guardi ai territori”
19/01/2013, 12:20

Si è concluso nella fredda serata del 18 Gennaio, presso la Stazione Marittima di Napoli, l’attivo dei quadri sindacali meridionali della Ugl dal titolo “Sud e Sviluppo la vera sfida, trasformare le criticità di oggi in opportunità di domani”. Numerosi gli interventi che hanno fornito agli organizzatori un quadro più chiaro delle esigenze e delle criticità dei territori che saranno sintetizzate in un documento ufficiale da presentare a chi governerà il paese nei prossimi anni. Apassionata come al solito la partecipazione del Segretario regionale del Settore Agroalimentare della Campania Ferdinando Palumbo che ha esordito dicendo :“I consumi alimentari nel corso del 2012 sono drammaticamente crollati a causa della recessione economica, la quale, non solo ha creato disoccupazione, ma anche la paura nel futuro che si è concretizzata nell’aumento del risparmio privato. Ritengo prioritario, anzi fondamentale sostenere le produzioni industriali che in Campania non riguardano soltanto le grandi multinazionali, ma anche una miriade di piccole, medie e micro imprese che producono eccellenze apprezzate in tutto il mondo.  

 

Rivolgendosi alla Segretaria Confederale Maria Rosaria Pugliese ha argomentato “I sacrifici che tu ricordi, si sono trasformati in indigenza, e la costituenda Aspi non è la risposta. Le politiche per la famiglia e per la occupazione non decollano ed al sud le famiglie monoreddito, oramai cronicamente di cassaintegrati monoreddito non ce la fanno. La politica si diletta a redigere agende, ma in nessuna di queste ho trovato risposte alle nostre domande. Dal governo Monti aspettavamo la seconda gamba del nuovo welfare quel reddito minimo di cui non si è più parlato. Molti parlano di Mediterraneo, farne parte è un dato geografico, io dico che dobbiamo esserne protagonisti. Sosterrò” ha concluso “tutti i progetti capaci di valorizzare le peculiarità dei territori, nessuno potrà mai copiare e riprodurre altrove i nostri manufatti e la nostra storia. Più industria dunque, più sostegno ai redditi, più formazione, una riforma che consenta un diverso accesso al credito per le imprese ed una progettualità credibile. Basta con i progetti fatti tanto per essere fatti, che tornano inesorabilmente indietro, sud e sviluppo vanno coniugati con una politica seria ed onesta, solo così i lavoratori faranno la loro parte”.

 

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di Redazione
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