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Il professore intervistato al programma La Zanzara

Paolo Becchi: “Non lamentiamoci se qualcuno prende i fucili”


Paolo Becchi: “Non lamentiamoci se qualcuno prende i fucili”
02/05/2013, 19:19

GENOVA – “Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia”. È quanto dichiarato dal professore universitario Paolo Becchi, vicino al M5S, intervistato al programma Zanzara su Radio 24.
Il professore, poi, rincara la dose: “La situazione se non migliora peggiora  e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose”. “Letta che va dalla Merkel - prosegue Becchi - è un segnale chiaro. Unica cosa fondamentale è l’Europa e la Bce. Siamo governati ancora dalla Merkel con le banche e i banchieri come l’attuale ministro dell’Economia. Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia”. E poi prosegue: “Gli spari a Palazzo Chigi hanno rafforzato il governo e in più la colpa è stata gettata sul Movimento di Grillo”.il simpatizzante del Movimento 5 Stelle sostiene addirittura che dietro la sparatoria ad opera di Preiti e altre “provocazioni” ci sia in realtà un “potere invisibile”.
“Basta guardare la maggioranza che ha ottenuto questo governo per rendersi conto che gli spari a Palazzo Chigi lo hanno rafforzato. La colpa poi viene attribuita al Movimento 5 Stelle. Così si prendono due piccioni con una fava”, ha detto Becchi. “La prima provocazione - ha sostenuto il professore genovese - doveva avvenire con atti di violenza quando Grillo era a Roma la sera dell’elezione di Napolitano. Poi lui non è andato in piazza, l’ha capito e per questo non è andato. Ora ne vedremo delle belle”.
Ma alla domanda dei due conduttori su chi potrebbe essere questo “potere invisibile”, Paolo Becchi risponde: “Non lo so, ma è nell’interesse del governo che non si dia spazio a questa opposizione. Difficile pensare che Preiti sia arrivato da solo con una pistola. Non posso escludere che si tratti di una provocazione per rafforzare il governo. Tutti gli indecisi hanno votato compatti la fiducia e subito la colpa a Grillo. Mi sembra evidente”.
Immediata la replica di Fabrizio Cicchitto, esponente del Pdl che risponde alle accuse del professore Becchi: «Da parte degli esponenti di M5S ne abbiamo sentite di tutti i colori sull’attentato folle davanti a palazzo Chigi, argomentazioni spesso farneticanti e insensate alle quali si aggiunge oggi quella strampalata del professor Becchi, che parrebbe essere l’ideologo del movimento”. “Becchi afferma che la sparatoria abbia fatto comodo al `sovversivo´ Letta - ha dichiarato ancora  Cicchitto - perché avrebbe ricompattato il Pd e dato così al nuovo esecutivo una maggioranza solida. Sono passati due mesi dallo sbarco dei grillini in Parlamento, quei grillini che volevano cambiare in meglio il paese e che invece stanno dimostrando giorno dopo giorno di pensare a tutt’altro, di essere concentrati, in linea con il loro capo Grillo, su questioni che nulla hanno a che fare con l’emergenza economica e sociale che stiamo attraversando, quasi come fossero in un altro pianeta. Sostenere poi che l’assalto criminale ai carabinieri sia stato organizzato sostanzialmente da settori dei servizi segreti è semplicemente demenziale ed espressione di una permanente volontà di destabilizzazione”.
Intanto, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e parlamentare grillino, prende le distanze da Paolo Becchi e sulle sue dichiarazioni riguardo alla sparatoria avvenuta di fronte Palazzo Chigi: "Il M5S è contro la violenza ed è pacifico", il resto "è un'idea sua", ha detto Di Maio, spiegando che "i due concetti non sono abbinabili".

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di Erika Noschese
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