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Paolo Romano: "Il mio emendamento non è legge 'ad Capuam'"


Paolo Romano: 'Il mio emendamento non è legge 'ad Capuam''
20/01/2012, 16:01

“Leggo con stupore le dichiarazioni del consigliere Polverino e non posso chiedermi dove abbia trascorso le ultime settimane. Certamente non in Consiglio regionale, né in Campania e forse neppure sul pianeta terra. Ed è forse per questo che non s’è accorto che tanto la Commissione Ambiente quanto in un un’Aula al gran completo ha discusso con attenzione ed approvato, dopo oltre 17 anni di vuoto, il Piano rifiuti della Campania. Nel quale, lo informo, sono state previste delle norme di carattere generale, e non già leggi ‘ad Capuam’ come egli erroneamente ritiene, che servono semplicemente a tutelare non uno ma tanti e tanti comuni del Casertano ed anche del Napoletano, compresa la città, Caserta, nella quale vive distrattamente ed anche, devo dedurre, con un certo disinteresse”.

Così il presidente del Consiglio regionale della Campania; Paolo Romano, che aggiunge:

“Se fosse stato più presente ai lavori, e magari anche a sé stessom Polverino non avrebbe avuto alcuna difficoltà a cogliere la chiarezza della mia norma che solo ora, e per chissà perché, intende contestare. In più, ben sapendo che nel Casertano di aree nelle quali realizzare il biogassificatore non mancano di certo, non farebbe ora tanta fatica a comprendere una volta e per tutte che il sottoscritto è a favore delle scelte, è a favore degli impianti di smaltimento ed ha una storia politica di contrasto al partito del ‘no’ più che certificata”.

“Spiace doverlo constatare - conclude il presidente Romano - ma Polverino, cui è riconosciuta l’attitudine a cavalcare le proteste qualunque esse siano, questa volta ha sbagliato ippodromo. Si informi su qual è l’opinione della gente delle aree interessate dal mio emendamento e vedrà anche la differenza che corre tra chi pone questioni concrete come quelle della salubrità dei territori e la tutela di comunità già provate duramente e chi, come altri amministratori, troppo indaffarati sulle questioni di gestione del potere (e non solo del potere), dimenticano la ragione stessa per la quale sono stati chiamati ad amministrare”.



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di Redazione
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