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Paolo Romano su manovra 2012 e propsettive pdl campano


Paolo Romano su manovra 2012 e propsettive pdl campano
05/01/2012, 12:01

“Il Bilancio appena approvato è un documento di programmazione e spesa assolutamente sobrio che ha saputo sottrarsi al facile ricorso all’indebitamento e dare comunque anche importanti risposte ai bisogni delle persone e in particolare a quelle delle cosiddette fasce deboli. Nei fatti, siamo riusciti a finanziare, attraverso un purtroppo necessario aumento del bollo auto, un welfare che altrimenti sarebbe stato cancellato dai mancati trasferimenti statali”. Lo dichiara il presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano in un’intervista concessa ad Agenziafuoritutto.com.

Nell’intervista, Romano non dimentica di sottolineare il prezioso contributo di tutte forze politiche presenti in aula: “Ho potuto registrare un nuovo modo, positivo, di affrontare la programmazione della spesa regionale intorno al quale abbiamo potuto realizzare un forte clima di condivisione, del metodo e degli obiettivi, tra tutte le forze politiche, pure nel rispetto delle singole posizioni”.

Il presidente dell’assemblea regionale campana commenta anche la situazione interna al Pdl alla luce del rinnovamento annunciato dal segretario nazionale Angelino Alfano: “Si deve ancora lavorare molto e stringere le fila di quel percorso tracciato dal segretario Alfano per potersi radicare sempre più fortemente sui territori, dare le risposte attese e riconquistare credibilità politica. Il partito ha il dovere di farsene carico con sempre maggiore convinzione sia nel suo rapporto con la gente che con le istituzioni a tutti i livelli”.

“In Campania - ha detto Romano - i lavori sono in corso ma è, e dovrà essere, il partito a dover dare le giuste coordinate”. “Nelle riunioni che abbiamo tenuto da giugno scorso ad oggi - ha aggiunto a proposito del rapporto tra i consiglieri regionali del Pdl col partito e tra questi e il governo regionale, anche in vista di un riequilibrio degli assetti istituzionali - non si è discusso certamente di nomi ma di metodo politico, di giusta rappresentanza e del giusto rapporto che deve intercorrere tra il partito e il governo regionale. Personalmente, sono ottimista”.



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di Redazione
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