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Paolo Romano su uso beni confiscati alla camorra


Paolo Romano su uso beni confiscati alla camorra
26/03/2011, 09:03

“Il Consiglio Regionale della Campania che, anche attraverso l’istituzione di una specifica commissione di inchiesta, ha rimarcato la propria sensibilità istituzionale e il proprio impegno concreto sul terreno dei temi della legalità e della giustizia, può assumere una ruolo molto interessante e propulsivo sul delicato versante dell’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
Così il presidente del Consiglio Regionale della Campania , Paolo Romano, nel suo indirizzo di saluto, partecipando all’iniziativa “Il Tricolore contro tutte le mafie – Beni confiscati alla criminalità organizzata. Un futuro di legalità per l’Italia unita” organizzato dalla Presidenza del Consiglio Regionale e dalla Commissione Consiliare Speciale per il Controllo sulle Bonifiche Ambientali e sui Siti di Smaltimento Rifiuti ed Ecomafie e Riutilizzo dei Beni Confiscati, svoltosi questa mattina a Sessa Aurunca (Ce) nella sede del bene confiscato “Alberto Varone” gestita dalla cooperativa “Al di là dei Sogni”.
Esprimendo il proprio apprezzamento per l’iniziativa, il presidente Paolo Romano ha voluto ringraziare “quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo importante momento di riflessione su un tema particolarmente sentito”, la Commissione Speciale e, in particolare, la cooperativa ‘Al di là dei Sogni’ impegnata con l’Asl di Caserta su di un progetto di inserimento lavorativo di soggetti con problemi psichici.
Romano ha annunciato che, “sulla scorta di altre interessanti esperienze come quella recentemente maturata in Calabria, anche l’assemblea legislativa campana è al lavoro su di un progetto di legge regionale utile a promuovere la massima efficacia possibile dell’utilizzo sociale dei beni e delle aziende confiscate alla criminalità organizzata”.
Rivolgendo il proprio ringraziamento alle Forze dell’Ordine e a tutte le istituzioni impegnate a fronteggiare “il tentativo della criminalità di imporsi e diffondersi come un vero e proprio cancro nel tessuto sociale sano dei nostri territori”, il presidente Romano si è soffermato sulla “necessità di una semplificazione delle procedure che disciplinano la materia e sull’opportunità di una forte sinergia tra chi amministra i beni confiscati ed il sistema del credito popolare e cooperativo, cui fa capo l’obbligo di devolvere parte degli utili in iniziative sociali, nonché con il grande sistema del terzo settore”.
“Le istituzioni, dunque, - ha affermato Romano - devono impegnarsi perché i siti, le aziende confiscate e le imprese sorte sui beni confiscati gravino il meno possibile sulle amministrazioni locali già in forte sofferenza finanziaria e possano mantenersi saldamente sul mercato”.

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di Redazione
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