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Fini: “Rispettate le regole e la Costituzione”

Papa conteggiato anche dal carcere: il Pdl insorge

Scontro politico con Fini: “Burocratico cinismo”

Papa conteggiato anche dal carcere: il Pdl insorge
18/10/2011, 10:10

ROMA – È una vera e propria querelle politica quella che si sta consumando in queste ore tra diversi deputati Pdl (in rappresentanza del proprio partito di appartenenza) e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Al centro dell’accesa polemica ancora una volta lui, il deputato pidiellino Alfonso Papa, in carcere a Poggioreale dallo scorso luglio per l’inchiesta P4. Il Pdl è tornato alla carica e denuncia il fatto che Papa, pur essendo in carcere, venga ugualmente conteggiato a Montecitorio durante le votazioni, concorrendo così al raggiungimento del numero legale, come se fosse presente in aula. A dare fuoco alle polveri è stato Fabrizio Cicchitto: Alfonso Papa, “è nell'impossibilità di partecipare ai lavori del Parlamento, ma viene conteggiato ai fini del numero legale”. Una situazione paradossale, per il capogruppo Pdl alla Camera, che “solo una burocrazia particolarmente perversa può inventare”. Considerazioni condivise dai compagni Gaetano Quagliariello e Amedeo Laboccetta.
Si tratta però di una polemica fine a se stessa, un nuovo scontro politico consumatosi ai danni di Gianfranco Fini solo per il gusto di polemizzare. Puntigliosa, infatti, è stata la risposta del presidente della Camera: "Rispettate regole e Costituzione". Alfonso Papa, ha spiegato Fini, è figura “tuttora membro della Camera dei deputati e pertanto va conteggiato ai fini del calcolo del numero legale”. “Il Presidente della Camera non può che applicare, non già una regola inventata da una ‘burocrazia particolarmente perversa’ (secondo le parole dell’onorevole Cicchitto), ma semplicemente la Costituzione. Questa, all’art. 64, terzo comma, stabilisce infatti che le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti. E poichè Papa, è tuttora membro della Camera dei deputati, continuando peraltro, a tale titolo, a percepire l’indennità parlamentare, è ovvio che la Presidenza non potrebbe che agire in questo modo”.
Parole che non hanno convinto affatto il Pdl: Cicchitto e Quagliariello, infatti, hanno diffuso una nota congiunta per dire che Fini “liquida con notarile e burocratico cinismo una questione che non è mera formalità ma investe il cuore della democrazia parlamentare”.

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di Antonio Formisano
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