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Di Pietro: "Siamo alla vigilia di nuove monetine"

Papa e Tedesco, la parola alle Camere: Pdl opta voto segreto


Papa e Tedesco, la parola alle Camere: Pdl opta voto segreto
20/07/2011, 10:07

ROMA - Per il Pdl potrebbe essere un incubo che ritorna. Molti socialisti di allora, riciclatisi poi nelle fila del partito di Berlusconi, ricordano bene quei giorni. La Prima Repubblica si sgretolò sotto i colpi di Tangentopoli, ed i cittadini inferociti si ritrovarono davanti all’Hotel Raphael per gettare monetine contro Craxi, leader indiscusso del Psi. “Vuoi anche queste? Bettino, vuoi anche queste?” il grido di rabbia che si levava dalla piazza.
Correva l’anno 1993. Oggi come allora, la politica italiana sale – per davvero – sul banco degli imputati. L'ex toga di Napoli Alfonso Papa (Pdl) e l'ex assessore alla Sanità pugliese Alberto Tedesco (Pd), indagati entrambi di corruzione ed altri reati, sono appesi alla decisione della Camera, che dovrà pronunciarsi sull’arresto dei due. Non mancano però i distinguo: il Pdl difende ad oltranza Papa, perché "il partito degli onesti non sarà mai il partito delle manette". Pensieri e parole del segretario Angelino Alfano. Il capogruppo Fabrizio Cicchitto, gli fa eco, aggiungendo che il Pdl potrebbe chiedere il voto segreto, anche se il muro della Lega fa paura alla maggioranza.
Ma qual è la differenza sostanziale tra Pd e Pdl, di fronte alle richieste d’arresto? "il Pd proporrà che sia concesso" il provvedimento per Tedesco, assicurano Pier Luigi Bersani e Anna Finocchiaro, dando in pasto ai giudici un dalemiano di ferro. Il vertice del Pd sortisce l’effetto di una bomba, poiché per il partito di Berlusconi la scelta dei Democrat potrebbe rivelarsi un boomerang. Respingere l’arresto di Papa equivarrebbe a dire – agli occhi degli italiani – l’ennesimo tentativo di coprire un membro della casta. "Siamo alla vigilia delle nuove monetine. Come al Raphael, ma contro il Parlamento stavolta. I cittadini sono al limite della sopportazione. Servirebbero dimissioni e nuove elezioni” dichiara in un'intervista all'Unita', il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, che respinge l'ipotesi di un governo tecnico perché "debole" dal punto di vista numerico. L'ex pm si augura che prima del voto si arrivi a nuova legge elettorale: "Ho detto sì al referendum per tornare al Mattarellum, ma apprezzo la proposta di Bersani per il metodo e per lo spirito. Noi dobbiamo poter dire che abbiamo fatto il possibile. Per questo dico: niente paletti e preconcetti. Del resto e' difficile una legge peggiore del Porcellum. E i cinque testimoni della corona - Berlusconi, Bossi, Casini, Bersani e Di Pietro - sanno bene che responsabilità enorme sia scegliere quelli che saranno eletti, rischiando lo Scilipoti di turno". Per il leader dell'Idv c'e' "aria di voto tra la gente", ma non in Parlamento, perche' "la meta' di questa classe dirigente non sara' rieletta, e lo sa. E d'altra parte per ora Napolitano ha le mani legate. Siamo in un cul de sac". Sulla crisi dei mercati, Di Pietro e' sicuro: "Il giorno in cui Berlusconi va a casa, la Borsa risale da sola, perché viene via il fattore di freno. L'Italia e' come un paese che ha preso l'influenza, e che per di piu' si e' fatta una canna: drogata dall'illusione berlusconiana". E sull'Udc il leader dell'Idv osserva: "Non ho preconcetti, ma e' un dato di fatto che corrergli appresso rischia di essere solo una perdita di tempo. Il terzo polo non sta con nessuno dei due. Andranno da soli, alla fine. Vogliono farsi un giro, e non sposarci".

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di Davide Gambardella
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