Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Sabato dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia

Papa in carcere. Sul caso Penati arriva l’autosospensione

Il Pdl chiede chiarezza sul voto: “Fini verifichi”

Papa in carcere. Sul caso Penati arriva l’autosospensione
21/07/2011, 15:07

ROMA - Prima notte in carcere, a Poggioreale, per il deputato del Pdl Alfonso Papa, arrestato intorno alle 22 di ieri sera a Roma: tre ore dopo che la Camera dei Deputati aveva autorizzato l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta P4. L’ingresso nella casa circondariale napoletana è avvenuto intorno alla mezzanotte ed è già stato deciso che Papa sarà di fronte al gip per l’interrogatorio di garanzia sabato mattina. L’onorevole pidiellino, secondo indagato nell’inchiesta P4 a finire in carcere, dovrà rispondere di diversi episodi di concussione nei confronti di imprenditori e di rivelazione di segreto istruttorio con l’uomo d’affari Luigi Bisignani, attualmente ai domiciliari.

LA QUESTIONE DEL VOTO ALLA CAMERA
Il Pdl chiede al presidente della Camera, Gianfranco Fini, di valutare la conformità del voto di ieri al regolamento di Montecitorio e alla Costituzione. Lo si legge in una dichiarazione congiunta di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del gruppo, e Simone Baldelli vicepresidente. Tale richiesta arriva a seguito delle dichiarazioni del capogruppo del Pd, Dario Franceschini, secondo il quale i deputati del suo partito hanno di fatto esplicitato il proprio voto, mettendo le dita nel dispositivo in una posizione che rendeva impossibile esprimersi contro l’arresto di Papa, mentre i giornali hanno raccontato che anche il ministro leghista Roberto Maroni, il capogruppo del Carroccio Marco Raguzzoni ed altri esponenti verdi avrebbero adottato lo stesso espediente. Secondo il Pdl, dunque, il Pd avrebbe “aggirato” la segretezza del voto.

IL QUADRO POLITICO: PDL IN PANICO
Mentre il deputato pidiellino finito in carcere, nel ritenersi un “prigioniero della politica”, si dice comunque sereno, Silvio Berlusconi, nonostante l’irritazione, pare sia convinto del fatto che di per sé il voto che ha aperto le porte del carcere di Poggioreale ad Alfonso Papa non determini automaticamente una crisi di governo. Ma la rabbia nei confronti della Lega, e anche di alcuni esponenti dello stesso Pdl, non tarda ad arrivare. Già nel momento dell’esito del voto di Montecitorio, il premier si lascia andare a uno di quei momenti d’ira che difficilmente si verificano: battendo il pugno sul banco del governo si lascia andare ad uno sfogo. È una “vergogna”, una cosa “inaccettabile”, una “follia”, un voto da “pazzi”, si rischia una “escalation come nella tangentopoli del ‘92”. Berlusconi punta il dito contro tutti quelli che hanno votato in favore dell’arresto, ma cita esplicitamente solo Pierferdinando Casini, i Radicali e Benedetto Della Vedova. E benché lui non lo dica esplicitamente, tutti guardano anche al Carroccio, perché senza il sostegno di tanti esponenti verdi quel risultato non si sarebbe mai avuto. Proprio qui nascono le principali preoccupazioni del capo del governo, perchè, come gli fa notare qualcuno, il voto non è altro che un “regolamento di conti” in casa della Lega. Nonostante questo la speranza del Cavaliere e di tutto il Pdl è che la prova di forza nella Lega si fermi qui e non prosegua nei prossimi delicati appuntamenti che attendono l’esecutivo: la decisione sull’arresto di Marco Milanese e quella che potrebbe riguardare la sfiducia sul ministro Saverio Romano.

LO STRANO CASO DI FILIPPO PENATI: L’AUTOSOSPENSIONE
Il caso che coinvolge Filippo Penati (Pd) è l’altra importante notizia che trova rilevanza nel quadro politico italiano. Corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti: per i pm di Monza questi indizi di colpevolezza a carico del vicepresidente Pd del Consiglio regionale della Lombardia ci sono e sono anche gravi. Oggi, con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, e al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, Filippo Penati ribadisce la “totale estraneità ai fatti” e annuncia l’autosospensione dal proprio incarico nella vicepresidenza del consiglio regionale “per rispetto dell’Istituzione”.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©