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“Contro di lui è accanimento. Non sta bene ed è sedato”

Papa resta in cella: i suoi legali rinunciano alla difesa


Papa resta in cella: i suoi legali rinunciano alla difesa
03/10/2011, 20:10

NAPOLI - Il giudice Luigi Giordano ha respinto la richiesta di scarcerazione del parlamentare Alfonso Papa, detenuto a Poggioreale dal 20 luglio nell’ambito dell’inchiesta P4, e i suoi legali hanno deciso di rimettere il mandato difensivo. La decisione dei difensori, gli avvocati Carlo Di Casola e Giuseppe D’Alise, arriva proprio dopo il rigetto da parte del gip dell’istanza di scarcerazione dell’onorevole pidiellino: “In queste condizioni è impossibile esercitare un corretto diritto di difesa - hanno spiegato i due legali in un incontro con la stampa - Questo perché ci è impossibile comunicare con il nostro assistito: file interminabili al carcere, e 20 mila pagine di documenti”. Gli avvocati Giuseppe D’Alise e Carlo Di Casola avevano chiesto per il loro assistito gli arresti domiciliari, anche e soprattutto in considerazione dei problemi di salute accusati da Papa durante la detenzione. I due avvocati hanno spiegato le loro motivazioni nel corso di una conferenza stampa: hanno posto l’accento, in particolare, sul fatto che il gip Luigi Giordano, nel rigettare l’ultima istanza di scarcerazione da loro presentata, non ha acquisito la cartella clinica così come era stato chiesto dalla difesa. Papa, infatti, come si evincerebbe dalla cartella clinica, è fortemente depresso, e viene spesso sedato dai medici. Inoltre i due avvocati hanno fatto riferimento alla mole di “carte” prodotte nel corso dell’indagine, che rende difficile l’esercizio del diritto alla difesa.

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di Antonio Formisano
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