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Sessantamila firme in poche ore per annullare l'evento

Parata del 2 giugno, il no del mondo del web

Gli internauti chiedono che i fondi vadano in Emilia

Parata del 2 giugno, il no del mondo del web
30/05/2012, 16:05

Arnaldo Forlani nel 1976, da ministro della Difesa, annullò la parata del 2 giugno dopo il terremoto del Friuli. E quella fetta di popolo del web, che da ieri chiede al presidente Giorgio Napolitano di adottare la stessa scelta per il sisma in Emilia, ha scovato il precedente di Forlani per perorare la causa. Quale? Quella di annullare la parata militare del 2 giugno e destinare le relative risorse alle popolazioni colpite dal terremoto. Questa è la richiesta che si leva unanime dalle organizzazioni della società civile e dal mondo del web. Con gli stessi soldi spesi per la parata militare, secondo gli internauti, si possono garantire i soccorsi di emergenza come tende, viveri e medicinali ad oltre 5 mila persone. «E' irresponsabile spendere tanti soldi per far sfilare carri armati e blindo - sottolineano in tantissimi sulle pagine di Facebook e Twitter- mentre gli stessi fondi potrebbero essere investiti per aiutare le popolazioni». «La Repubblica va celebrata aiutando chi ora soffre a causa del terremoto e non sfoggiando armi e mezzi militari». «La sospensione della parata militare deve essere solo il punto di partenza di una più ampia riduzione delle spese militari». «Non ci si può lamentare di non avere soldi per difendersi dalle calamità naturali (mettendo nuove accise sulla benzina) e poi spendere oltre 10 miliardi di euro per acquistare 90 inutili cacciabombardieri F35». Sono solo alcuni dei messaggi che, in queste ore, imperversano sulla rete. Ma Napolitano non demorde e dichiara: «Credo che la Repubblica non possa rinunciare a celebrare l'anniversario della sua nascita - ha ribadito con forza il Capo dello Stato- e anche in questo momento doloroso la Repubblica, lo Stato, le Istituzioni devono dare prova di fermezza e serenità. Non possiamo piangerci addosso - ha ammonito - come istituzioni abbiano il dovere di dare il messaggio di fiducia e ci sono tutte le ragioni per poterlo dare». Il presidente della Repubblica ha poi ricordato che l'occasione delle «celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia hanno dimostrato che c'è stato un risveglio delle coscienze e del senso civico, che rappresentano un'iniezione di speranza per le sfide complesse che abbiamo davanti». Ma, mentre la polemica si allarga a tutto il mondo politico, sono sessantamila le firme in appena 24 ore per dire no alla parata del 2 giugno e destinare i fondi ai terremotati dell'Emilia. L'appello lanciato sul web raccoglie di ora in ora moltissimi consensi. In rete c'è un tam-tam che, partendo dall'hashtag #no2giugno si è esteso fino alle pagine e ai profili di decine di migliaia di utenti. Di Pietro, Vendola, Diliberto, i finiani de Il Futurista, Bonelli, De Magistris e addirittura Alemanno si dicono contrari alla sfilata.

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di Veronica Riefolo
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