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Vivace ma antiquato l'intervento di Gramazio (Pdl)

Pardi (Idv): "Berlusconi non sarà Presidente della Repubblica, inquinerebbe la carica"


Pardi (Idv): 'Berlusconi non sarà Presidente della Repubblica, inquinerebbe la carica'
13/12/2010, 11:12

ROMA - Alle 9 di oggi, da Palazzo Madama (e quindi violando la più elementare prassi istituzionale, che prevederebbe una discussione della mozione di sfiducia presentata da oltre un mese alla Camera) inizia il confronto tra maggioranza ed opposizione sui numeri. Il governo Berlusconi avrà la maggioranza in entrambe le Camere? Lo sapremo domani entro le 14 circa. SI inizia questa mattina al Senato, con le comunicazioni del governo, su cui il premier metterà la fiducia; la mozione di sfiducia - che evidentemente secondo il Presidente del Senato Renato Schifani, il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non conta nulla, tanto che dorme da un mese - presentata alla Camera verrà discussa solo dopole 16 di oggi

Aggioramento ore 9.25

Inizia con cinque minuti di ritardo il discorso di Berlusconi. Un discorso che, per ben quattro volte in pochi minuti, concentra il nucleo sul secco "no ad una crisi al buio". Tra l'una e l'altra di queste frasi, poi ci sono state le solite parole di autoelogio: abbiamo salvato le finanze italiane, la crisi non ci ha toccato e comunque l'abbiamo affrontata e superata, il nostro governo è uno dei migliori d'Europa e così via.
Poi nella seconda parte un discorso rivolto esplicitamente agli esponenti di Fli, verso cui ha detto che possono fare tutto, ma "non dare la sfiducia a questo governo, non mischiare i voti sottratti al Pdl ai voti del Partito Democratico e dell'Idv". Quindi, secondo il premier, chi è stato votato nel Pdl non può votare contro il governo.
Nella terza parte riprendono gli autoelogi: abbiamo fatto il federalismo fiscale, abbiamo approvato il pacchetto sicurezza, stiamo per approvare il resto. Ha sottolineato il "piano per il sud", confermando anche gli interventi per 100 miliardi (cosa che invece Massimo Donadi ha dimostrato essere una boutade
in questo articolo in quanto non c'è un euro, ndr), promettendo poi una riforma elettorale, ma solo inserita in un piano di riforma costituzionale che abbia come prima voce il rafforzamento dei poteri del premier.
Infine ha proposto un patto di legislatura, con un appello ai "moderati", per discutere miglioramenti e riforme da fare. Si è trattato di un appello molto ampio, in cui era evidente il richiamo all'Udc di Casini, oltre a Fli, con un'esca succulenta: "il rafforzamento della squadra di governo". Detta in altri termini, ci possono essere ruoli di governo per chi appoggia il governo, dato che con le dimissioni dei ministri finiani si sono aperti una decina di "vuoti".
Nel finale numerosi sono stati i richiami alla responsabilità dei moderati contro l'irresponsabilità dell'opposizione, o al bene del Paese; e soprattutto l'ennesimo richiamo alla responsabilità, anche rispetto al voto del 2008.

Aggiornamento ore 10.30

Inizia la discussione sulle dichiarazioni del premier. Tra gli interventi che sono seguti si può menzionare quello della Lega Nord, con la senatrice Rosa Angela Mauro, che rivendica alla maggioranza i meriti sulla tenuta dei conti pubblici, alla lotta alla criminalità e all'immigrazione, e soprattutto i meriti nel creare il federalismo. Per questo, ha detto la senatrice Mauro, la Lega darà la fiducia al governo.
Poi significativo anche quello di Nicola La Torre, del Partito Democratico, che ha ricordato l'enorme crescita della cassa integrazione, ha ricordato la "devianza" di un Marchionne che vuole costruire senza rispettare le leggi. Ma soprattutto ha ricordato che "questo non è il problema di una crisi al buio, ma la necessità di accendere una luce nel buio di una crisi a cui questo governo non sembra voler porre fine.

Aggiornamento ore 11.10

Molto aggressivo l'intervento del deputato del Pdl (ex AN) Domenico Gramazio, che rinfaccia alla sinistra di essere legata all'URSS, di essere antioccidentale, di essere illiberale; contro l'occidentalismo del governo Berlusconi, apprezzato dai Paesi Occidentali e legato alla sua cultura liberale. Le sue parole hanno provocato continue reazioni nei banchi dell'opposizione, che l'hanno interrotto numerose volte.
Atteggiamento ricambiato dal Pdl quando a parlare è stato Pancho Pardi, dell'Italia dei Valori. Il quale ha colpito nei punti deboli del Presidente del Consiglio: ha ricordato i suoi rapporti poco chiari con i vari dittatori nel mondo e con il Primo ministro russo Vladimir Putin; il fatto che ha usato l'intero Paese per i propri affari, al punto da preoccupare la diplomazia americana (con tanto di citazione della Clinton che chiedeva di sapere quali fossero i veri affari che Berlusconi tratta con Putin). E poi l'affondo finale: "Lei non sarà mai Presidente della Repubblica", ha detto Pardi, dopo aver specificato che non siamo in una Repubblica presidenziale e non c'è l'elezione diretta del premier; e il perchè è semplice: "Non si può consentire di inquinare la carica" da chi è stato riconosciuto responsabile di gravi reati, come la corruzione, e da chi sta continuando a corrompere nel Parlamento, a quanto riportano le cronache in questi giorni. Le sue dichiarazioni sono state interrotte più volte dalle grida degli uomini del Pdl, che hanno continuato con ingiurie anche dopo che Pardi aveva finito di parlare

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di Antonio Rispoli
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