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Patriciello: "Più diritti per le famiglie europee"

Parlamento europeo adotta nuove regole sul congedo parentale


Parlamento europeo adotta nuove regole sul congedo parentale
04/11/2010, 09:11


ROMA - Minimo venti settimane retribuite al 100% contro le 14 attuali per le neomamme, e due per i neopapà, novità assoluta. E’ il risultato del voto della proposta di direttiva sul congedo parentale approvata di recente a Strasburgo dal Parlamento europeo. “Una misura – commenta l’On. Patriciello che va addirittura oltre le proposte di modifica richieste dalla Commissione Ue, che fissava a 18 le settimane di congedo di maternita’ minimo, di cui solo 6 retribuite al 100%”. “Si tratta – continua l’europarlamentare - di un provvedimento normativo teso a rafforzare i diritti delle famiglie europee rendendo la maternità, troppo spesso considerata come un fardello sui sistemi nazionali di sicurezza sociale, un investimento per il futuro”. “Il Parlamento europeo – ha aggiunto Patriciello – mediante l’adozione di tale ha inteso, in questo particolare momento di crisi e di instabilità economica lanciare un messaggio positivo a tutti coloro che stanno pensando di costruire un nucleo familiare ponendo il primo mattone verso una serie di misure normative tese a valorizzare l’importanza delle famiglie e a permettere di affrontare la sfida parentale con adeguati strumenti legislativi di sostegno”.
La Direttiva, così come approvata in prima lettura persegue principalmente due obiettivi:
• portare a 20 settimane il congedo materno pienamente retribuito;
• garantire anche ai padri almeno due settimane di congedo
Tra gli altri emendamenti approvati dall’Europarlamento, anche quello che vieta il licenziamento delle donne dall’inizio della gravidanza fino ad almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità.
Queste devono poi poter tornare al loro impiego precedente o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità di prima del congedo. Il testo votato dal Parlamento sulla base delle proposte della Commissione dovrà infatti ancora ottenere il via libera da parte degli stati membri.

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di Redazione
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