Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Dal 10 marzo si voterà con il riconoscimento digitale

Parlamento, il sistema 'anti-pianisti' supera il test


Parlamento, il sistema 'anti-pianisti' supera il test
04/03/2009, 20:03

Ci vorrà più tempo, ma i ‘pianisti’ dovranno escogitare un altro sistema per falsare le votazioni. Il nuovo sistema, voluto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stato oggi testato con due simulazioni di voto da una sessantina di cronisti parlamentari. Solo in un paio di casi il sistema non ha riconosciuto le minuzie e quindi non è stato possibile votare.

Fini ha stimato che, con questo nuovo sistema, saranno necessari quattro secondi in più per esprimere il proprio voto. Ma si tratta di un tempo irrisorio e soprattutto trascurabile rispetto allo scopo principale, ovvero evitare che alcuni onorevoli votino al posto dei colleghi assenti, in questo modo falsando le votazioni. Tra l’altro, ha sottolineato Fini, anche per votare al posto di un altro erano necessari vari secondi, quindi rispetto al passato le votazioni potrebbero paradossalmente richiedere meno tempo.

I dati forniti dal presidente della Camera parlano chiaro: su 2667 votazioni effettuate in questa legislatura fino ad oggi, in oltre 2000 casi se ne è fatta una al minuto, in 276 casi due al minuti, in 41 casi tre, in 33 casi quattro.

Fino ad oggi sono stati 500 i deputati che hanno rilasciato le proprie impronte digitali, 19 si sono invece rifiutati adducendo varie motivazioni. All’appello mancano 109 componenti dell’Assemblea che hanno tempo fino a venerdì per decidere se ritirare le nuove tessere di voto, obbligatorie, oppure rilasciare le proprie minuzie. I nomi dei deputati obiettori saranno resi pubblici anche se si tratta di un piccolo numero.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©