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La tranche di luglio va ai terremotati di Abruzzo ed Emilia

Partiti: il Senato dice “si” al taglio dei finanziamenti

Sarà istituita una commissione ad hoc per vigilare sui conti

Partiti: il Senato dice “si” al taglio dei finanziamenti
05/07/2012, 17:07

ROMA - L’Aula del Senato dice “si” al disegno di legge che prevede il taglio dei finanziamenti ai partiti. E, dopo le polemiche e lungaggini dei giorni scorsi che rischiavano di far saltare il provvedimento, segna la svolta in maniera definitiva: con 187 voti favorevoli, 17 contrari e 22 astenuti. È con questi numeri che palazzo Madama ha approvato il provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera della Camera lo scorso 24 maggio: il testo diventerà legge a tutti gli effetti dopo la pubblicazione in Gazzetta tra 15 giorni. Le nuove norme, oltre a dimezzare i rimborsi elettorali destinati alle formazioni politiche, assegnano la tranche di luglio degli stessi rimborsi alle popolazioni terremotate abruzzesi ed emiliane: si tratta di una cifra cospicua pari all’importo di 165 milioni di euro (91 milioni nel 2012 e 74 nel 2013 per la precisione). Via libera, inoltre, a un sistema di controlli dei bilanci affidato a una commissione ad hoc composta da 5 magistrati e ad una maggiore trasparenza dei conti, attraverso la pubblicazione on line degli stessi. La commissione che vigilerà sui bilanci dei partiti sarà composta da tre appartenenti alla Corte dei Conti, uno del Consiglio di Stato e uno della Corte di Cassazione. Questa avrà anche il compito di porre sanzioni in caso di accertate irregolarità. Per quanto riguarda i tagli, questi saranno organizzati in questo modo: i contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici sono ridotti a 91 milioni. Il 70 per cento di questi, pari a 63.700.000 euro, è corrisposto come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l’attività politica; il 30 per cento (pari a 27.300.000 euro) è erogato a titolo di cofinanziamento. I partiti riceveranno 50 centesimi per ogni euro ricevuto da parte di persone fisiche o enti. E ogni contributo non potrà superare i 10.000 euro annui. I contributi pubblici saranno diminuiti del 5 per cento qualora il partito o movimento politico abbia più di due terzi dei propri candidati dello stesso sesso.

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di Antonio Formisano
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