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Partito Società e Famiglia: la Polverini non poteva essere all’oscuro degli atti della Regione Lazio


Partito Società e Famiglia: la Polverini non poteva essere all’oscuro degli atti della Regione Lazio
01/10/2012, 11:18

Il Partito Società e Famiglia: la Polverini non poteva essere all’oscuro degli atti della Regione Lazio. Quello che sta avvenendo nelle Regioni italiane è preoccupante.
  
 
Le dimissioni della  Presidente Polverini, che a nostro avviso è, in qualche misura, responsabile, poiché, essendo anche consigliere regionale, consapevole di quello che stava avvenendo e quindi ha avallato lo sperpero di denaro pubblico, dovrebbero farci riflettere e, soprattutto, farci capire che è arrivata l'ora di dare una svolta e cambiare, totalmente, la politica attuale.
Ad avvalorare e confermare la nostra voglia di cambiamento ma anche a farci preoccupare ulteriormente è, notizia di oggi, la verifica dei bilanci dei gruppi consiliari alla Regione Piemonte e chi sa quante altre indagini ci saranno, nei prossimi mesi, nelle altre regioni italiane.
Vedere che i partiti utilizzano i soldi per autofinanziare i deputati o i consiglieri, per feste e vacanze personali e, per di più, ne traggono un beneficio perenne grazie al vitalizio, ci convince ulteriormente che è ora di voltare pagina e dare una svolta alla nostra società, ormai mortificata e tartassata.
Quello a cui stiamo assistendo e abbiamo assisto in questi ultimi anni e ci riferiamo al continuo e perpetuo sperpero, da parte di tutti i partiti, di denaro pubblico, è, senza remore, umiliante e inaccettabile per i cittadini italiani ai quali si chiede continuamente di fare dei sacrifici.
Società e famiglia sta delineando la strada da percorrere, sia verso il rassetto e la riorganizzazione della spesa pubblica, con l’abolizione dei costi inutili e degli sprechi, sia verso una visione della società prossima futura in armonia con le riforme da attuare con urgenza, da realizzare con persone coscienti dei loro doveri verso chi offre loro una delega per la realizzazione del Bene comune.

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di Redazione
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