Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Passa alla Camera dei Deputati la Riforma Germini che toglie futuro ai giovani.


Passa alla Camera dei Deputati la Riforma Germini che toglie futuro ai giovani.
04/12/2010, 10:12

 

PASSA ALLA CAMERA LA RIFORMA GERMINI CHE TOGLIE IL FUTURO AI GIOVANI.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 


 

Martedì 30 Novembre è stata una giornata nazionale di mobilitazione dei giovani che studiano e lavorano nel mondo della scuola e della ricerca. Studenti, ricercatori, ma anche professori ed addirittura i Rettori di alcune Università italiane si sono mobilitati ed hanno sfidato l’inclemenza del tempo e le manganellate della polizia per dimostrare tutto il loro dissenso verso la legge del ministro Germini, che cambia profondamente la scuola, le Università ed il modo di fare ricerca.

I limiti posti alla carriera dei ricercatori, i tagli alla ricerca universitaria e quelli sostanziosi alle attività didattiche, hanno provocato una grande risposta da parte dei giovani che hanno occupato i più importanti monumenti italiani e sono saliti sui tetti delle università per gridare il loro dissenso, la loro voglia di partecipazione alle scelte che li riguardano, insieme al bisogno di rivendicare un cambiamento del modo di studiare e fare cultura in Italia. Queste sono le motivazioni principali che hanno alimentato un grande movimento di massa, contro la riforma e per una scuola pubblica. Lo slogan più usato dai giovani nelle piazze è stato: “Ci rubano il futuro!” Questo slogan è molto simile a quello usato dai giovani francesi in lotta violenta contro la legge di riforma delle pensioni del Presidente Sarkozu, che sposta l’età pensionabile a 67 anni. Questo ipotecare il futuro, appare veramente insostenibile ai giovani europei in lotta. Anche in Inghilterra, le manifestazioni dei giovani si stanno facendo violente a seguito delle decisioni del Governo conservatore di Cameron, che ha proposto in Parlamento una manovra di tagli alla spesa sociale molto dura, in cui c’è l’aumento sproporzionato delle tasse universitarie. Un giovane inglese per studiare all’Università, se il provvedimento non verrà cambiato, dovrà pagare 12.000 euro all’anno. In tutta Europa, la destra al Governo sta procedendo a tagli indiscriminati alla spesa sociale, alla cultura ed all’ambiente. Per non aumentare le tasse alle rendite, per non tassare gli enormi profitti delle Banche e delle Società Finanziarie responsabili della crisi e della speculazione in atto nei confronti del costo delle materie prime e dell’euro, i Governi europei per mantenere nei limiti il debito pubblico, tagliano gli investimenti sul futuro dei giovani, sulla ricerca e la cultura, sulla spesa sociale per i meno ambienti. Ed i giovani reagiscono in tutta Europa, prima in grecia, poi in Francia, ora in Italia ed Inghilterra poi verranno tutti gli altri. I Governi dei paesi europei, guidati in massima parte da coalizioni di centro destra, non sono in grado di esprimere una strategia credibile nei confronti della devastante crisi che sta sconvolgendo il sistema economico dei paesi occidentali. La teoria del mercato, non regge più, ma soprattutto non convince più nessuno. Innanzi tutto abbiamo scoperto che il cosiddetto “mercato libero” non è basato sulla concorrenza, come ci veniva spiegato da presuntuosi economisti. Il mercato,invece, era il luogo in cui grandi multinazionali, insieme a grandi sistemi finanziari, determinavano l’andamento del mercato e condizionavano la vita di ogni singolo cittadino, in ogni parte del mondo. Un sistema fasullo, che si è rotto nell’impatto con l’economia reale, quella delle famiglie stritolate dai mutui da usura, delle fabbriche che hanno prodotto troppo, della disoccupazione crescente e del blocco dei finanziamenti per lo sviluppo.

I giovani hanno capito bene che è in gioco il loro futuro e vorrebbero partecipare alle scelte che dovranno essere fatte, per riprendere un cammino nuovo verso uno sviluppo diverso.E’ in gioco il futuro, da una parte i giovani, dall’altra parte il vecchio sistema finanziario delle rendite parassitarie e della finanza speculativa. La riforma della Germini, fa parte di quel sistema di tagli alla spesa sociale che il teorico del rigore a senso unico: Giulio Tremonti, ha messo in atto sin dall’inizio della azione politica del Governo Berlusconi. Prima Brunetta contro i lavoratori del Pubblico Impiego, poi Tremonti contro i disabili che sono un peso per la competitività, poi Sacconi con la pensione a 65 anni per le donne ed i controlli contro i “falsi invalidi”, poi i tagli alla scuola dell’obbligo, infine la riforma della Germini che riduce l’Università italiana al ruolo di semplice strumento di insegnamento selettivo, con poca ricerca, nessuna sperimentazione e nessuno sviluppo culturale. L’azione di questo Governo di destra, se prolungata ancora nel tempo, regalerà al nostro paese un futuro mediocre, senza slanci culturali, senza ricchezza intellettuale senza voglia di sperimentare; senza diversità etnica e sociale. Un paese di vecchi, pieni di paure, governato da vecchi politici in cui la culturà sarà monopolio di giornalisti compiacenti.

E’ in gioco il futuro, e proprio la nuova formazione politica fondata da Fini: “Futuro e Libertà”, con il suo voto ha permesso che alla Camera fosse approvato il provvedimento contro il quale tutti i giovani di Italia si stavano battendo. Fini ed i Futuristi sono di destra, pur dimostrando con alcuni voti contrari, su alcuni emendamenti alla Riforma, di essere in grado di mettere il Governo in minoranza, alla fine, ancora una volta hanno votato con la maggioranza con la quale sono stati eletti e della quale condividono le impostazioni e le strategie. Il segnale è arrivato chiaro dentro il centro destra: Fini non vota contro la Germini, che potrebbe continuare il suo ruolo da ministro anche dopo che Berlusconi fosse, finalmente, allontanato dal potere. Un invito al gruppo politico che si è organizzato attorno alla Germini ed al ministro per gli Esteri Frattini, per un dialogo ed un accordo per il giorno dopo il 14 Dicembre. Un piccolo calcolo, per una battaglia politica dentro una destra sconvolta da una crisi a cui non è in grado di dare risposte. Ogni giorno che passa, più si chiariscono i ruoli e le strategie delle forze politiche in questa fase tanto delicata della crisi economica e politica internazionale.La piccola guerra interna alla destra non ci interessa, la vediamo evolversi, ma per il momento non ha ancora prodotto nulla di nuono per il paese.

Noi siamo con i lavoratori della CGIL in piazza contro la disoccupazione, il precariato e i licenziamenti. Noi siamo con i giovani nelle piazze di tuta Europa a lottare per il futuro, perché un altro mondo è possibile e vogliamo costruirlo insieme a loro.

 


 


 


 

Commenta Stampa
di Raffaele Pirozzi
Riproduzione riservata ©