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Il ministro non vede alternative alle scelte attuali

Passera: "Dopo Monti? Si mantenga la sua politica"

E su Alcoa usa il pugno di ferro

Passera: 'Dopo Monti? Si mantenga la sua politica'
02/10/2012, 15:01

Nel clima pre-elettorale, tra primarie nel centrosinistra e discussioni nel centrodestra, il ministro dello Sviluppo economico entra a gamba tesa sul dopo-Monti: “Chiunque vincerà le prossime elezioni politiche dovrà dimostrare al resto del mondo di mantenere la politica di rigore avviata dal governo Monti”. Insomma, per Passera va pure bene che si cambi governo, ma non che si cambino scelte politiche.

 E anzi, rincara la dose:  “Il nostro paese  - continua - deve convincere il resto del mondo che chiunque vinca deve mantenere questa rotta, questa politica fatta di rigore e anche di creazione delle condizioni strutturali per la crescita che il governo Monti ha impostato”, ha affermato Passera in occasione della cerimonia inaugurale della 28esima edizione di Bi-Mu/Sfortec. Secondo il ministro tutte le forze che si propongono per la guida del paese "devono garantire che gli impegni presi dal paese verranno rispettati. Questo impegno - ha detto - deve venire da tutti, è un impegno che il nostro paese deve convincentemente prendere nei confronti del mondo".

ALCOA -  Il ministro passa poi ad esaminare il difficile futuro di Alcoa, già segnato dalla rinuncia di Glencore ad acquistare lo stabilimento di alluminio di Portovesme ritenendo troppo alto il prezzo dell’energia proposto dal governo. Anche qui, Passera adotta il pugno di ferro: il governo porrà dei limiti qualora nuovi investitori interessati a rilevare il sito sardo dovessero chiedere tariffe energetiche con prezzi inferiori a quelli previsti a livello europeo. Intanto,  il futuro dell’intero indotto industriale sardo è sempre più incerto e gran parte dei lavoratori rischiano di restare senza lavoro e senza sussidi. Oggi per i 67 lavoratori interinali dello stabilimento, infatti, è il giorno del licenziamento. Se avranno o meno un sussidio dallo Stato dipenderà dall'esito degli incontri di martedì a Cagliari, in Confindustria e in Regione.

Ma  il ministro, come già nelle scorse settimane, lascia intuire che, se non ci saranno condizioni ritenute convenienti dal governo italiano, Alcoa sarà abbandonata al suo destino: "Per poter star su – afferma - ha avuto bisogno di sussidi importanti pagati da altre imprese e famiglie italiane. C'è parso utile mantenerli ma se altri investitori ci chiederanno sussidi che vanno oltre le regole Ue e il buon senso vuole dire che questa azienda non ha una sua sostenibilità e bisogna avere il coraggio di mettere un limite". 

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di Gaia Bozza
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