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Il ministro pronto a varare anche un decreto al mese

Passera lavora alla liberalizzazioni


Passera lavora alla liberalizzazioni
08/01/2012, 09:01

ROMA – Sceglie l’autorevole quotidiano “Il Corriere della Sera”,  il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, per illustrare  i prossimi interventi del suo dicastero in materia di liberalizzazioni. Durante la lunga intervista ha affermato: ''L'emergenza non e' finita. Il peggio e' passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però  un progetto di rilancio del Paese e' stato avviato con determinazione''.
Il ministro Passera si sofferma, in particolar modo, sul  ''disagio occupazionale'' che interessa ''almeno sei milioni di persone''.
“La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati – ha detto Passera  - non solo di Pil e di equilibrio dei conti''.  
Per le imprese, il ministro ha annunciato  che sarà  ''saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso'', mentre sulle liberalizzazioni e' pronto a varare anche più  di un decreto al mese, ''non solo sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita'', precisa.
''Per questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni''. Quanto alle banche italiane, il ministro ha riconosciuto  che ''quando l'economia reale va male, ne risentono'' ma ''ciò  non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti''. Il tessuto industriale dell'Italia si fonda ''su una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro, l'Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto per aiutare queste aziende''. Per finanziare i provvedimenti, Passera ha escluso che si farà  ricorso alla tassazione dei cittadini.
'Finito. Quel che c'era da fare e' stato fatto'', le risorse si troveranno attraverso la riduzione dei ''costi degli apparati pubblici''. Sul mercato del lavoro, il ministro ha riconosciuto  che va ''migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la flessibilità  in uscita'', quindi ''servono contratti più chiari, più  responsabilizzanti per le aziende''. ''Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato – ha aggiunto  - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive''.

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di Rosario Scavetta
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