Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Patriciello: “Sì all’energia sostenibile ma rendiamola anche competitiva”


Patriciello: “Sì all’energia sostenibile ma rendiamola anche competitiva”
18/09/2013, 16:14

STRASBURGO - Mentre il Parlamento europeo rinvia il voto sulla relazione che prevede la revisione della Direttiva sugli studi d’impatto ambientale, i maggiori leaders dell’energia europea chiedono all’Unione di rivedere la propria politica energetica e, in particolare, di tener presente anche l’aspetto competitivo oltre che alla necessità, indispensabile, di tutelare l’ambiente e il territorio. Al centro della discussione c’è la questione della ricerca e dell’estrazione dei cosiddetti idrocarburi non convenzionali, vale a dire il gas di scisto, che nell’ultimo periodo è stato oggetto di uno studio sull’impatto ambientale che provocherebbe.
E’ stato chiesto che, prima del voto,  - spiega Patriciello - ci sia un dibattito in Plenaria con i rappresentanti della Commissione europea e della presidenza del Consiglio Ue. Crediamo che la discussione di questo tema sia di fondamentale importanza prima di prendere decisioni da cui non possiamo più tornare indietro e che potrebbero pregiudicare ancora di più la situazione economica e ambientale dell’Europa. Nel corso della riunione che Eni e Gdf Suez hanno tenuto a Strasburgo si è parlato di deboli risultati raggiunti dalle politiche europee nel settore energetico a fronte del successo americano nello sfruttamento del gas di scisto. Le politiche europee in materia energetica in particolare e in materia ambientale in generale sono rispondenti alle esigenze di sostenibilità comunitarie, ritengo che qualcosa in più debba essere fatto al fine di accorciare il divario con gli stati americani e, non secondario, alleggerire le bollette che tutti noi paghiamo. Tenendo ben presente la regolamentazione in materia di tutela ambientale bisogna ragionare anche in termini di competitività. Se il problema dell’utilizzo del gas di scisto riguarda l’estrazione dello stesso perché a forte impatto ambientale dobbiamo cercare di capire, tramite studi, esperti del settore, esperienze di altri paesi, qual è la modalità migliore per utilizzare tale fonte d’energia col minor danno. Sappiamo che il gas di scisto non si trova in un giacimento normale e per questo non basta trivellare un pozzo tradizionale; sono convinto dunque che bisogna fare molta attenzione e studiare la materia con precisione solo così potremo dare risposte concrete alle società energetiche che vogliono essere competitive con l’America e, al tempo stesso, tutelare il nostro pianeta e tagliare le già troppo alte spese dei cittadini europei per ciò che riguarda l’approvvigionamento energetico. Qualora il gas di scisto non dovesse essere il migliore sistema e strumento competitivo allora dovremo trovare nuove misure energetiche per incentivare le politiche esistenti e sostenere il mercato internazionale”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©