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La Russa:"La politica del doppio forno non ci piace"

Patto tra Fini e Berlusconi. Polemica su Udc:"Linea inaccettabile"


Patto tra Fini e Berlusconi. Polemica su Udc:'Linea inaccettabile'
14/01/2010, 18:01

Se Vittorio Feltri rifiuta categoriamente di seguire i dettami del partito dell'amore, diventare carino e coccoloso e correre il rischio di assomigliare troppo ai pinguini di "Madagascar", lo stesso non può dirsi per Gianfranco Fini.
Da un incontro con il Premier Silvio Berlusconi, sembrerebbero infatti fissati nuovi dettami guidati dalla volontà di una "maggiore concertazione" tra le due importanti personalità politiche della maggioranza. Di ore per sedare le incomprensioni e definire la linea politica per le regionali ne sono occorse due ma, come conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa; l'asse Fini-Berlusconi è ricomposto. A quanto spiega il coordinatore nazionale del Pdl, infatti "Sia Fini che Berlusconi non hanno nascosto l'esistenza di problemi, sviluppando un ragionamento su un piano di cordialità, ma senza nascondersi. Credo si sia trovato il modo per ovviare ai problemi, alle questioni o, come preferisco chiamarli io e non loro, le incomprensioni".
Dopo essere tornati di nuovo "amici", il Presidente del Consiglio e quello della Camera si scagliano compatti contro l'Udc; accusando il partito casiniano di essere...casinista. Sia il Premier che l'ex annino, difatti, "sono concordi nel contestare la linea dell'Udc" visto che "la politica del doppio forno per noi è inaccettabile". A fare da portavoce è sempre La Russa che, riferendosi alle posizioni assunte dai suoi colleghi di partito riguardo l'unione di centro, conferma: Berlusconi è stato deciso ed ha lasciato poco spazio alla forza centrista, mentre, Fini, "è stato meno drastico".
Dopo aver bacchettato sonoramente l'Udc, accusata di opportunismo e scarsa coerenza politica, il ministro ha ricordato che, sul tema giustizia "Il presidente della Camera condivide la linea del governo e prima del Consiglio dei ministri di ieri c'è stata una telefonata in cui si è convenuto di rinunciare al decreto blocca processi".
Insomma: il Pd non potrà più contare troppo sul "fuoco amico" e sulle sue nefaste conseguenze all'interno della maggioranza (e anche di questo si è infatti discusso nell'incontro odierno) e, per quanto riguarda l'Unione di centro, il messaggio appare più che mai chiaro e decisamente provocatorio. A rifletterci bene, queste regionali, si combattono molto più sul piano delle dichiarazioni, delle "frecciatine" e delle smentite che su un reale, concreto e facilmente conoscibile piano politico. Non a caso, proprio ieri, Massimo D'Alema ammetteva sulle pagine de "L'Unità" "Non ci sto capendo più nulla nemmeno io". Figurarsi gli elettori.

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di Germano Milite
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