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Patto tra i cittadini per cacciare la camorra dalle Istituzioni


Patto tra i cittadini per cacciare la camorra dalle Istituzioni
12/11/2009, 10:11

 

OCCORRE UN PATTO TRA TUTTI I CITTADINI PERCHÉ LA CAMORRA STIA FUORI DALLE ISTITUZIONI.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

“Concorso esterno alle attività della Camorra”. Con questa motivazione la Procura della Repubblica di Napoli ha richiesto, al Parlamento, gli arresti in carcere per Nicola Cosentino, sottosegretario alla Economia del Governo Berlusconi e candidato alla presidenza della Regione Campania per il centro destra. Lo stesso reato contestato a Totò Cuffaro, ex Governatore della Sicilia ed a Marcello Dell’Utri, cofondatore di Forza Italia; reato per il quale tutti e due gli esponenti politici sono stati già condannati in prima istanza a lunghe pene detentive.

La richiesta presentata alla Camera dei Deputati da parte del magistrato inquirente è di ben 350 pagine, dove si raccontano 20 anni di attività dell’attuale coordinatore del PDL in Campania.

In quel corposo documento sono racchiuse le deposizioni rilasciate da ben sei pentiti che lo accusano di collusione con il clan dei casalesi e di essere coinvolto, con le aziende della sua famiglia, in attività illegali nello smaltimento dei rifiuti in provincia di Caserta.

La candidatura di Cosentino, alla Presidenza della Regione, per le prossime elezioni, non è stata ancora ritirata , ma questa richiesta di arresti ha chiarito senza ombra di dubbio, che quelle sul politico nato a Casal di Principe, non erano solo delle illazioni giornalistiche, ma bensì sospetti certi e motivati di corruzione e di collusione con la camorra dell’agro aversano e casertano.

Avevamo denunciato più volte dalle pagine del nostro giornale il tentativo della camorra di gestire, attraverso dei politici legati ai loro affari le istituzioni locali. Sin dalla elezione di Cesario alla Provincia di Napoli, i rischi che i “casalesi”, prendessero in mano la Regione Campania erano veramente seri. Abbiamo contribuito, insieme alle istituzioni sane ed a tutti i cittadini, a creare quel clima di rigetto della delinquenza in cui la richiesta dei magistrati di arresto per Cosentino, non è stata una sorpresa, ma una notizia attesa e che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti. Il centro destra predica bene e razzola male. Il Ministro Maroni fa la faccia seria e grave e la voce grossa quando parla di sconfiggere la delinquenza organizzata. Ha portato i militari per strada, fa arrestare dei Killer assassini di poveri immigrati ed onesti cittadini, vantando grandi successi contro la delinquenza, e non si accorge che dentro il suo Governo ci sono forse i capi politici di quelle organizzazioni criminali che sconvolgono il nostro meridione? Per ottenere la Presidenza delle Regioni del Nord la lega non si preoccupa del rischio di portare alla guida delle Regioni del Sud proprio coloro che rappresentano il male maggiore per il nostro sviluppo!

D’altra parte, le vicende di Castellammare di Stabia dimostrano che la Camorra non fa differenze e che nessun partito politico è immune dal rischio di infiltrazioni e che bisogna adottare dei provvedimenti seri per le prossime elezioni regionali che restituiscano ai cittadini la tranquillità di sapere che chiunque eletto, non abbia problemi con la giustizia e sia esente da sospetti di collusione con la delinquenza organizzata.

Qualche mese fa, destò scalpore la dichiarazione del procuratore della Repubblica Lepore, che affermò che il 30% della società napoletana era coinvolta in vario modo negli affari della camorra e che nessuna categoria era immune da questo cancro. Gli arresti di imprenditori, funzionari dello Stato, professionisti, tutori dell’ordine, insieme ai delinquenti, dimostra che il problema della delinquenza organizzata investe tutti, senza differenza di sesso, di classe sociale e di cultura. L’ultimo arresto eccellente, in ordine di tempo, è stato quello del presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito. Purtroppo,il clima che si respira nella Regione, non è quello giusto! Così come nel caso dell’inchiesta su i Mastella, anche in questo caso, si sprecano le espressioni di solidarietà nei confronti dell’arrestato, che è inquisito,insieme ad altri, per avere truffato soldi pubblici in merito ad appalti per la costruzione di impianti ad energia eolica. Ma il segnale più preoccupante è la richiesta, firmata da quattro deputati del PDL al ministro della Giustizia Alfano, di inviare una ispezione ministeriale, per conoscere il metodo di lavoro di alcuni magistrati inquirenti di Napoli , che sarebbero troppo liberi nella loro azione. Il nostro è un paese nel quale se un magistrato indaga su un uomo del centro destra, è lui il nemico della società civile, mentre chi, come Cosentino, dopo una inchiesta durata oltre un anno, già conosciuta dall’indagato e dal Parlamento, viene raggiunto da un provvedimento giudiziario, per gravi reati, è la vittima, di una Giustizia ingiusta. In questo modo e con i provvedimenti che sta assumendo il Governo in queste ore, combattere la camorra sarà sempre più difficile.

Siamo di fronte ad una emergenza sociale, se vogliamo sconfiggere questo male endemico che ci sta corrodendo, abbiamo bisogno di una grande rivolta morale della società meridionale. Nessuno deve sentirsi immune, nessuno deve sentirsi escluso, tutti abbiamo la responsabilità di combattere la camorra. Non occorrono grandi proteste moralistiche, ma il lavoro serio di tutti ogni giorno, che coinvolga sempre più persone, sempre più cittadini.

Occorre una mobilitazione straordinaria di tutti, per imporre che coloro che si vogliono candidare, in qualsiasi partito, debbano essere immuni da richieste di rinvio a giudizio e non essere indagati per nessun motivo. Bisogna elaborare un provvedimento di legge, che escluda dalle competizioni elettorali, quelle liste nelle quali ci sia anche uno solo dei candidati indagato o sospetto di collusione con la camorra. Nessuna immunità, nessuna presunzione di innocenza deve essere più consentita per chi vuole essere il rappresentante della collettività nelle istituzioni. Abbiamo, soprattutto, bisogno di persone credibili ed oneste, che non si facciano scovare da carabinieri corrotti a sniffare cocaina in casa di un travestito.

Il periodo è tanto delicato che non ci possiamo permettere di correre il rischio che vada a casa, giustamente, chi non ha saputo risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti e prenda il suo posto colui che rappresenta forse i delinquenti che hanno inquinato ed hanno prodotto il disastro Non è questo il mondo in cui vogliamo vivere!

Al contrario vorremmo sostituire chi non è stato capace, con una persona per bene ed onesta in grado di restituire alla nostra regione un ambiente sostenibile in cui la parola sviluppo abbia ancora senso.

Noi continueremo a denunciare coloro che sono corrotti ed invitiamo tutti quelli che hanno a cuore il futuro della nostra regione ad aiutarci in questo nostro impegno, per tornare ad alzare la testa e vivere in dignità il nostro essere meridionali.

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di Raffaele Pirozzi
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