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L'Udc si è rifiutata: non firmiamo niente con Di Pietro

Pd ed Idv presenteranno mozione di sfiducia per Brancher


Pd ed Idv presenteranno mozione di sfiducia per Brancher
29/06/2010, 16:06

ROMA - Il Pd è pronto a presentare una mozione di sfiducia contro il neo Ministro Aldo Brancher. Ad annunciarlo è il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini. In questa iniziativa potrà contare sul pieno appoggio dell'Italia dei Valori, che aveva proposto l'idea sin dallo scorso 26 giugno. Invece si tiene in disparte l'Udc, perchè non intende firmare nulla insieme al partito di Antonio Di Pietro. Secondo il regolamento della Camera, servono 63 firme per presentare la mozione di sfiducia; ma contando una trentina di deputati dell'Idv, per il Pd non sarà difficile trovare una trentina di persone disposte a sottoscrivere la sfiducia, sugli oltre 200 parlamentari che ha.
E' lo stesso Franceschini a spiegare il perchè della decisione: "La nomina del ministro Aldo Brancher assume caratteri sempre più oscuri, da chiarire immediatamente. Non basta la rinuncia al ricorso al legittimo impedimento, la vicenda resta inqualificabile. Comincerà subito la raccolta delle firme e ci impegneremo affinché il sostegno sia il più ampio possibile. Se nel frattempo il ministro Brancher decidesse di dimettersi, farebbe un servizio al Paese".
L'iniziativa ha il pieno sostegno di Di Pietro e di Massimo Donadi, che ha dichiarato: "E' passata la nostra linea. La rinuncia al legittimo impedimento non ha spostato di un virgola la questione politica e questa vergogna istituzionale si può cancellare solo con le dimissioni del ministro Brancher''.
Intanto oggi su "Famiglia cristiana" è apparso un articolo molto duro nei confronti di Brancher, definito un ministro nominato "in funzione dell'ennesima legge ad personam, per sottrarre i politici alla giustizia, mentre si tradisce la Costituzione sui temi della legge uguale per tutti, della libertà di stampa e dei fini sociali in tema di economia di mercato. La maggioranza è divisa su tutto, tranne che sull'ossequio devoto (almeno a parole) al capo del Governo. Che differenza con la politica di alcuni anni fa''.

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di Antonio Rispoli
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