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Franceschini: "Uscire dall'incomunicabilità"

Pd, Franceschini apre al Pdl

Renzi: "Non credo alla fantapolitica"

Pd, Franceschini apre al Pdl
07/04/2013, 11:04

ROMA – Il processo di formazione del governo resta in una situazione di stallo, mentre continua a salire la tensione nel Pd, dove si inizia a pensare ad un’apertura al Pdl. In particolare è stato Dario Franceschini, l’ex capogruppo dei deputati, a prendere in considerazione questa possibilità. In un’intervista al Corriere della Sera, Franceschini ha dichiarato: “Chiusa la possibilità di un rapporto con Grillo non resta che una strada: uscire dall’incomunicabilità. E abbandonare questo complesso di superiorità, molto diffuso nel nostro schieramento, per cui pretendiamo di sceglierci l’avversario. Ci piaccia o no, gli italiani hanno stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i nostri stessi voti, è ancora Silvio Berlusconi. E’ con lui che bisogna dialogare. I numeri dicono che o si accetta un rapporto con il Pdl o non passerà nessun governo”.

 

“Con Franceschini cade il muro di Berlino”, commenta Lucia Ronzulli, europarlamentare del Pdl che, come molti suoi colleghi, tra cui Maria Stella Gelmini, Daniela Santanchè e Maurizio Gasparri, ha accolto con piacere l’idea di Franceschini. “Le parole di Dario Franceschini non lasciano dubbi: ormai nel Pd solo Bersani e un gruppo di suoi fedelissimi sono rimasti ancorati ad una strategia senza senso e irrealizzabile. Il resto del partito democratico si interroga sulle possibili soluzioni” ha commentato Renato Brunetta, il neocapogruppo alla Camera.

 

Diverse, invece, sono state le reazioni dei deputati del Pd all’apertura al Pdl di Franceschini. “Io non so se la soluzione di un governo Pd-Pdl sia quella che davvero i dirigenti romani sceglieranno. Le alternative sono tre: governo Pd-Pdl, Pd-5 Stelle, o elezioni. Il governo Pd-5 Stelle Grillo non lo vuole; le elezioni mi sa che non le vogliono in tanti; su un governo Pd-Pdl staremo a vedere”, ha commentato Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, tuttavia, ci tiene a precisare che lui non crede alla “fantapolitica”. “E’ difficile – ha aggiunto – che uno come me, che sta lontano da Roma, possa capire come andrà a finire”.

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di Vanessa Ioannou
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