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Il segretario infuriato:"Non si può stare dentro e fuori"

Pd in sobbuglio, Veltroni e Bersani a muso duro


Pd in sobbuglio, Veltroni e Bersani a muso duro
16/09/2010, 23:09

ROMA - Continua a creare lacerazioni, malumori ed imbarazzi più o meno plateali il ritorno in auge di Walter Veltroni tra le fila di un sempre più confuso Pd. Proprio nel momento in cui il partito berlusconiano mostra il fianco e si tradisce in tutta la sua malcelata fragilità, l'opposizione democratica vacilla e quasi emula il "nemico"; lanciandosi in un scontro interno che pare voler riaprire la strada a quella filosofia politica acquosa di matrice veltroniana che il comico Maurizio Crozza aveva argutamente definito "maanchismo".
Riprendendo una frase di  ("Il partito è senza bussola"), l'ex numero uno del Pd stila infatti un documento in accordo con  Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni pronto ad essere pubblicamente presentato nella sua forma integrale il prossimo 23 settembre. Nel documento, Veltroni, esprime dure critiche all'attuale stato di salute del partito e lancia la proposta, contestatissima per intuibili motivi da Pier Luigi Bersani, di un premier che, un po' come il Romano Prodi di qualche tempo fa,  sia esterno alla formazione democratica. Non si tratterà di una nuova corrente vera e propria ma, piuttosto, di un forza che riesca a coinvlgere "forze interne ed esterne al partito". Per l'ex segretario, è difatti sintomatico che il Pd sia passato da un 34% del 2008 (periodo di massima salute del centrodestra) ad un molto più risicato 25% attuale. Un dato che viene definito "paradossale" proprio per l'attuale forte crisi attraversata dalla maggioranza di governo.
E mentre D'Alema difende Bersani ammettendo la stasi politica del centrosinistra ma riconoscendo all'attuale leader la corretta individuazione del problema "attraverso il discorso di domenica a Torino". Nel documento, con sperpero di aggettivi abusati e dai quali gli elettori sono sempre più immunizzati, si tenta di individuare "Il superamento della crisi del Pd"  con "il rilancio del suo progetto di innovazione e riformismo". E dunque, guardandosi intorno, il maggior partito d'opposizione si trova costretto a tentare di riavvicinare i propri ex elettori piuttosto che i delusi del Pdl. Il tutto, ovviamente, attraverso "un Movimento che si proponga il rafforzamento del consenso al Pd e del suo pluralismo, coinvolgendo forze interne ed esterne al partito, tornando ad appassionare energie che si sono allontanate".
Anche Dario Franceschini, però, si dimostra molto scettico ed addirittura infastidito dalla proposta veltroniana:"E' irresponsabile, di fronte alle spaccature della destra, offrire a loro le nostre divisioni. Questo e' avvenuto troppe volte in passato, ed e' ora di finirla".
Secco Pier Luigi Bersani il quale, nonostante i continui insuccessi ed un appeal elettorale che cola a picco giornalmente, non pensa di farsi da parte e definisce il documento di Veltroni un "pacco-dono a Berlusconi".
"Siamo un partito di tipo europeo con una maggioranza e una minoranza -
ha precisato a 'Porta a Porta' il segretario nazionale - ma non e' questo il modo e il tono per fare una discussione". Netta, in ultimo, la contrapposizione al documento:"Il Pd non e' il Pdl. Da noi ci sono tutti gli strumenti per partecipare. Non si puo' dire 'sto dentro e fuori".
Tuttavia Veltroni non s'arrende e da Caserta ribatte sicuro:"Un regalo a Berlusconi? E' esattamente il contrario e Bersani lo sa benissimo". Sul dentro o fuori, poi, la risposta appare chiara:"Io sto dentro il Pd, ci sto benissimo e ci restero' e cerchero' di aiutare a farlo piu' grande".
Qualcuno, più di qualcuno, ritiene che quest'accozzaglia di moniti vecchi come il mondo e ridipinti con colori sbiaditi rappresenti l'ultimo, impietoso quadro di un'opposizione che oramai collima con il proprio luogo comune di miglior alleata del Cavaliere.

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di Germano Milite
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