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L'opinione

Pd: la cassata siciliana

Divisi su tutto, dal lavoro ai movimenti, e senza una linea

Pd: la cassata siciliana
07/03/2012, 14:03

Stefano Fassina è la linea operaista del Pd. E menomale, visto che proprio l'anti Pietro Ichino ha proposto al partito di disertare lo sciopero della Fiom di venerdì a Roma. Motivo ufficiale la presenza dei No Tav, il movimento valsusino protagonista di episodi violenti nelle ultime settimane. Con lui anche Matteo Orfini ha dato forfait, dicono si tratti di una posizione personale, ma in realtà sono tutti d'accordo, eccetto qualche “disobbediente”.

Solo qualche giorno addietro il responsabile economico democratico aveva scritto a Walter Veltroni ricordandogli che la sua posizione sull'articolo 18 è minoritaria nel partito. Però come si dice dalle parole ai fatti... Così meglio non andare in piazza e restare a casa. I democratici l'hanno fatto spesso, titubanti, indecisi, altalenanti sui grandi temi che riguardano la sinistra. Ecologia, lavoro, scelte di carattere etico, economia: la politica è quella del ni. C'è chi dice che la destra e la sinistra non esistano più, i democrat ne hanno fatto un mantra. Ma se nulla hanno a che vedere, ormai da 20 anni con le ceneri del Pci, fanno fatica a trovare un'identità. Spaccati e divisi in correnti, alle elezioni politiche l'anno prossimo se ne vedranno delle belle tra chi corteggia Fini e Casini e chi vuole allargare la foto di Vasto. Quella con Bersani, Vendola e Di Pietro, per intenderci.

Continuando in questa maniera non si prevedono cieli sereni over the rainbow. Anzi. La notizia che ci sarebbero stati brogli alle primarie palermitane è un brutto campanello d'allarme. Sono stati denunciati infatti due rappresentanti di lista del vincitore Fabrizio Ferrandelli, il 31enne con tessera Idv appoggiato da 39 movimenti, che guarda al governatore Raffaele Lombardo ed è sostenuto anche da Rosario Crocetta e Sonia Alfano. In particolare è accusata una donna, Francesca Trapani, che nel quartiere Zen sarebbe stata vista da diversi testimoni compiere azioni poco chiare alla presenza dello stesso Ferrandelli.

Ma al di là della veridicità della situazione contestata, è il dato politico che esce dalle urna di Palermo a far riflettere. La candidata favorita dal Pd, Rita Borsellino, appoggiata dal sindaco uscente Leoluca Orlando è stata battuta per 151 voti. Un pasticciaccio, un film già visto per i napoletani. Solo un anno fa, nel 2011, alle consultazioni per le amministrative nel capoluogo successe qualcosa di analogo. Un fuoco incrociato di accuse tra i candidati, Umberto Ranieri, Andrea Cozzolino, Libero Mancuso e Nicola Oddati. Con una commissione dei garanti che alla fine si è sciolta e con le consultazioni annullate.

Succederà così anche a Palermo? Pare proprio di sì visto il preludio. E forse ognuno andrà per conto proprio con esiti incerti. Ma non è solo il meccanismo delle primarie a essere inceppato, è il Pd che non riesce ad avere polso e ad unirsi su poche idee, ma chiare. L'incertezza e le spaccature sono molto pericolose, la storia insegna.

Per fare un esempio? Luigi De Magistris ha sostenuto in una conferenza stampa la campagna nazionale “Siamo tutti della Fiom”, insieme a Don Tonino Palmese di Libera e al segretario regionale del sindacato Andrea Amendola. Piace o non piace venerdì appoggerà lo sciopero dei metalmeccanici cigiellini senza se e senza ma, raccogliendo una grossa fetta di scontento e andando a riempire un vuoto politico.


 

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di Francesca Pilla
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