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A seguire ii democratici sarà la lista arancione di Ingroia

Pd on line spese della campagna: "Lo facciano tutti"


Pd on line spese della campagna: 'Lo facciano tutti'
23/01/2013, 23:31

ROMA - Operazione trasparenza del Pd. Il partito di Bersani mette in chiaro, voce per voce, le proprie spese per la campagna elettorale, illustrate in un'inchiesta pubblicata da Repubblica.it. E chiede che anche gli altri partiti non siano da meno. Il budget stanziato dal partito a livello nazionale per questa tornata elettorale è di 6,5milioni, il 27% in meno rispetto alle elezioni del 2008 con un dimezzamento (-53%) rispetto alle europee del 2009. Alla quota nazionale andranno poi aggiunte le spese territoriali che nel 2008 furono di 9,5milioni ma si tratta, comunque, di una cifra che fa riflettere se si pensa che il tetto di spesa previsto per ogni partito è di circa 96 milioni. Spese concentrate soprattutto sulla comunicazione per la quale vanno via 4,6 milioni di euro a fronte di “soli” 500mila euro per le manifestazioni e 900mila per il mailing elettorale. A seguire a ruota il Pd sarà la lista “arancione” di Antonio Ingroia che fa sapere che, a breve, metterà online il proprio budget di spesa. Punta solo sul contributo dei militanti, invece, il movimento di Beppe Grillo che si concentrerà, con pochi fondi, sulla campagna via web. “Con i rimborsi elettorali - attacca il comico genovese durante lo Tsunami tour - vanno via tre miliardi. I partiti dicono che per fare la campagna elettorale ci vogliono i soldi ma non è vero. Noi siamo la prova: siamo la seconda o la prima forza politica del Paese”. E a budget zero per il partito sarà anche la campagna elettorale del Pdl secondo quanto racconta il tesoriere Maurizio Bianconi. Un deciso cambio di linea rispetto all'astronomica cifra di 68 milioni di spese del 2008. “Noi - racconta - non abbiamo neanche un euro in budget abbiamo aperto un conto corrente per il quale aspettiamo contributi privati e dei parlamentari. E' possibile che in quel conto corrente vengano depositati 100-200mila euro derivanti da quote in attivo relative ad alcuni deputati che si sono messi in pari per la scorsa legislatura”. Ma “è arrivato il momento della sobrietà”, dice Bianconi. A “tirare la cinghia” sarà anche Fli. “Siamo un Movimento - ha detto nei giorni scorsi il presidente della Camera Gianfranco Fini - che, non essendosi presentato alle precedenti elezioni, non ha un centesimo di finanziamento pubblico”. “Quindi - allarga le braccia - non potremo permetterci una grande propaganda”.

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di Valerio Esca
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