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Il leader del Pd è a Palazzo Chigi da Monti

Pd: segretaria di Bersani indagata per truffa aggravata

Avvocato segretaria: 'Per lui lavorava nel tempo libero'

Pd: segretaria di Bersani indagata per truffa aggravata
24/10/2012, 15:15

BOLOGNA - Mentre Bersani è a Palazzo Chigi, per il previsto colloquio sulle possibili modifiche al ddl stabilità con il presidente del Consiglio, Mario Monti, Zoia Veronesi, storica segretaria del segretario del Pd, viene indagata alla Procura di Bologna per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. L'inchiesta e' partita da un esposto presentato nel 2010 dal deputato Fli Enzo Raisi.

Nell'esposto si parlava della creazione di un incarico ad hoc per la Veronesi da parte della Regione per cui lavorava a Roma, che le consentisse di continuare a seguire l'attivita' del segretario del Pd. Raisi spiega: ''Io feci 5 esposti e uno di questi riguardava la Veronesi'', che era dirigente della Regione Emilia Romagna distaccata all'ufficio di Roma, dove, nello stesso tempo lavorava come segretaria personale di Bersani.

“La segretaria di Pier Luigi Bersani lavorava a fianco del segretario del Pd nel tempo libero pur essendo dipendente della Regione Emilia Romagna”. Lo ha chiarito l'avvocato della difesa, Paolo Trombetti, dopo la notizia di iscrizione, da parte della Procura di Bologna, nella lista degli indagati per truffa.

"E' una cosa assolutamente inesistente - ha spiegato Trombetti  dopo aver sentito la sua assistita - non c'è niente di vero, ribadiremo che la signora Veronesi lavorava come funzionario della Regione al cento per cento". Secondo il parlamentare del Pdl poi passato a Fli, l'assistente di Bersani lavorava per il politico, già presidente della Regione Emilia Romagna, anche al termine del suo incarico istituzionale.

"La mia assistita - ha aggiunto l'avvocato - nel tempo libero seguiva altre cose e dava una mano al segretario Bersani, ma era un lavoro fatto esclusivamente durante il tempo libero". Trombetti ha assicurato che fornirà tutte le informazioni necessarie al pm Giuseppe Di Giorgio che segue l'inchiesta: "Siamo convinti che questa nostra spiegazione porrà fine una volta per tutte a questa vicenda". 

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di Veronica Riefolo
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