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Non si parla di espulsione ma di aut-aut

Pd, ultimatum per Crocetta

No doppia militanza.Di rilievo le critiche e le mancanze

Pd, ultimatum per Crocetta
24/07/2013, 10:19

PALERMO- Il presidente della Regione, iscritto nel partito democratico e al tempo stesso leader del Megafono, è stato ammonito dopo la delibera della direzione regionale per la sua doppia militanza. Non si parla di espulsione ma di aut aut.

Il documento dei garanti arriva alle 21: " Non possono esistere strutture parallele al Pd".La commissione guidata da Luigi Berlinguer ricorda che "non esistono accordi o intese tra il Pd e il Megafono che possano consentire agli iscritti del Pd di far parte di altri movimenti o agli eletti di aderire a gruppi consiliari diversi dal Pd stesso". I garanti sembrano credere poco al fatto che, come dice Crocetta: "Il Megafono è un'idea". E ritengono che "l'esistenza di presenze collaterali al partito non possa trasformarsi in una organizzazione di iscritti e in una strutturazione parallela ".

Insomma, se Crocetta dovesse perseverare nell'idea di mantenere e rafforzare il Megafono decadrebbe automaticamente.

In più i "saggi" del partito democratico censurano Crocetta per il mancato versamento delle quote al partito e per le critiche fatte in questi giorni alla classe dirigente siciliana.

Ieri, nell'immediata vigilia del "responso" dei garanti, il presidente si era lasciato andare ad apprezzamenti tutt'altro che lusinghieri verso i democratici: "Non c'è un caso Crocetta, visto che il Pd l'ho fatto vincere pure in Sicilia. Esiste un 'caso Pd siciliano', invece, che non è in sintonia con il partito nazionale. È assurdo - afferma l'ex sindaco di Gela - che di fronte alle situazioni sollevate in questi giorni, che riguardano la questione morale di tutto il sistema politico siciliano e di una parte anche del Pd, si discuta di Megafono sì o Megafono no, quando la lista del Megafono l'ha voluta Bersani".

Tuttavia Crocetta ritiene la decisione dei garanti "politicamente corretta". "La commissione - dice - mi fa semplicemente una serie di raccomandazioni. Il nodo rimane politico: bisogna continuare a discutere per capire come far coesistere Pd e Megafono. Quanto alla denigrazione, l'hanno fatta altri, nei ricorsi inviati ai garanti".


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di Flavia Stefanelli
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