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Le elezioni non verranno rimandate

Pdl ancora escluso dal Lazio, si pensa a manifestazione nazionale


Pdl ancora escluso dal Lazio, si pensa a manifestazione nazionale
09/03/2010, 22:03

ROMA - Nell'enorme bagarre che negli ultimi giorni ha investito il centrodestra nel Lazio ed in Lombardia, ci sono moltissimi dubbi ma anche alcune importanti certezze. La lista di Formigoni è stata infatti definitivamente riabilitata, mentre, quella che il Pdl ha presentato per la provincia capitolina, è stata nuovamente (e probabilmente definitivamente) respinta. Dopo il pronunciamento negativo del Tar, arriva difatti anche quello dell'ufficio centrale circoscrizionale del tribunale di Roma. La Polverini correrà comunque alle elezioni ma, quasi certamente, senza un'importante dose di candidati (e quindi elettori) al suo fianco. Già questa mattina pareva però certa l'ipotesi del ricorso al Consiglio di Stato e, in serata, pare che nel Pdl le smanie ricorsiste non si  siano per nulla placate. Del resto, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, era già stato contraddetto in maniera clamorosa ben due volte nei giorni scorsi.
In prima istanza quando aveva dichiarato che il governo non aveva tempo per varare un decreto salvaliste e, la seconda volta, quando si era preoccupato di assicurare che, il Popolo delle Libertà, avrebbe accettato qualsiasi decisione da parte del Tar del Lazio; senza dunque proporre ulteriori ricorsi o leggi ad listam.
Intanto Silvio Berlusconi ha convocato quest'oggi a Palazzo Grazioli Renata Polverini, i tre coordinatori del partito, il responsabile regionale Vincenzo Piso e il sindaco
Gianni Alemanno.
Il Premier avrebbe ribadito ai suoi di voler andare avanti con la campagna elettorale; lasciando su un secondo binario indipendente le questioni giudiziarie contingenti e focalizzandosi maggiormente sulla battaglia da fare all'opposizione. E' innegabile, infatti, che la marcia trionfale del centrodestra abbia conosciuto diversi arresti critici proprio nei giorni più importanti del periodo pre-elettorale; facendo guadagnare un po' di terreno ad un centrosinistra che pareva già totalmente agonizzante.
Parallelamente ad affari giudiziari e propaganda, il Cavaliere vuole trovare il tempo anche per una poderosa manifestazione da organizzare probabilmente Roma per il prossimo 20 marzo. Per ora non c'è ancora nulla di confermato ma, a quanto sembra, dovrebbero prendere parte all'evento di piazza tutti i candidati del centrodestra nelle tredici regioni chiamate al voto.

IL VOTO NON SI RINVIA...O FORSE SI?
l'ipotesi di rinvio del voto semplicemente non esiste, non era sul tavolo e non se ne è parlato.  A riferirlo sono state fonti del Pdl al termine del vertice odierno anche se, conoscendo la validità delle esternazioni dei politici in periodo elettorale (vedi Maroni), tutto fa pensare che l'ipotesi non sia ancora del tutto scartata. A caldeggiarla era stata la stessa Emma Bonino che, riguardo la possibilità di rimandare le elezioni, aveva commentato così:"Sarebbe l'esito più serio, semplice e comprensibile". Decisamente più perplesso era però apparso Pier Luigi Bersani:"È evidente che hanno imbrogliato, il governo è l'unico responsabile e nel farsi le regole su misura hanno anche sbagliato la misura, come un sarto che non fa bene il suo lavoro. Voi avete posto un problema di legalità ma sul rinvio generale io mantengo la riserva".

IN LOMBARDIA NON E' FINITA
Ma anche in Lombardia, dove il listino di Roberto Formigoni è stato definitivamente accettato, la querelle a colpi di ricorsi non sembra finita. Il Pd annuncia infatti di volersi appellare al Consiglio di Stato ed a quel punto il candidato alla presidenza della regione per il Pdl non esista a commenta:"Non abbiamo nessun problema. Noto soltanto che Penati aveva detto che non avrebbe fatto ricorso: se poi lo fa è una scelta sua. Adesso dedichiamoci a illustrare i programmi ai cittadini". Formigoni nota le incoerenze degli altri e le ricorda bene; dimenticandosi però di quelle di chi, nel suo partito, fa esattamente lo stesso.
Parlare di programmi da illustrare ai cittadini dopo 10 giorni di nulla suona quasi come un affronto nei confronti dell'intelligenza degli elettori. Nella gara a chi fa peggio sono infatti quelli che non governano i più penalizzati. La crisi della politica italiana è probabilmente più grave della crisi economica internazionale. Lo hanno capito tutti; non lo ammette quasi nessuno.

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di Germano Milite
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